Sabato scorso in Agropoli un evento lasciato un po’ sotto silenzio dalla stampa ha visto come protagonista l’On. Sabrina Capozzolo. Il taglio del nastro per l’inaugurazione della sua segreteria nel cuore della Città offre l’occasione per una riflessione sui mutamenti che stanno avvenendo nella comunicazione e nella modalità di partecipazione dei cittadini alla vita politica. Gli ultimi venti anni, denominati della seconda Repubblica, sul piano della comunicazione e dell’organizzazione sono stati caratterizzati dalla scomparsa delle sezioni dei partiti e delle segreterie dei vari parlamentari; sul piano dell’ascolto e della partecipazione dalla costante commissione e visione dei sondaggi prima di prendere decisioni o proporre obiettivi e programmi. Ciò che è avvenuto dopo l’ultima tornata elettorale, sia durante l’elezione del Presidente della Repubblica sia durante la formazione del Governo, è lo specchio della svolta delle metodologie organizzative, delle modalità di partecipazione dei cittadini e della tipologia di ascolto e incontro con i propri e con gli eventuali elettori. La terza Repubblica, che sembra stia nascendo, sarà caratterizzata dal mito della rete, dai cinguettii, da facebook, dai tanti social network, dai personalizzati blog, dai forum, ecc.? Il Movimento 5Stelle vive e opera sul web, che rappresenta il solo spazio in cui si svolge la vita politica dei grillini. La “piazza”, dove il laeder pur opera, non ha nulla da vedere con l’antica agorà, luogo e simbolo della democrazia di Atene, spazio dell’incontro e del dibattito dei e con i cittadini della polis. La piazza di Grillo è molto simile a una platea e a un palcoscenico in cui ha luogo lo spettacolo del guitto di turno che recita e grida a suo piacimento, riceve l’ovazione dei fans e va via verso un’altra piazza. E questo solo durante le campagne elettorali. Insieme al Movimento 5Stelle è l’intera nuova generazione, trasversale a tutti i partiti, che ha eletto la rete a spazio politico, dedica il proprio tempo e consegna a twitter, a facebook, al blog, ai tanti social network la propria opinione o la critica, spesso l’offesa e l’oltraggio, al suo avversario e al politico di un altro partito. Ecco perchè l’apertura di una segreteria politica diventa una sfida al web, un ritorno al territorio, la riscoperta dell’ascolto concreto e del cittadino in carne e ossa. È anche una novità con riferimento al rapporto politica-cittadini? Per la giovane generazione degli ultimi venti anni lo è di certo; per noi nonni o attempati genitori è invece un tuffo in un passato politico seppellito dai cinguettii della rete. In questo caso la vera novità non è tanto l’evento, ma il fatto che a inaugurare la sede sia stata una giovanissima deputata, Sabrina Capozzolo, per l’età autentica figlia proprio di quel popolo di Internet che per molti è considerato la nuova forma di democrazia. Anche se nata e formata negli anni della politica dei media e dei talk schow, come mezzo di comunicazione, di ascolto e d’incontro ha scelto il rapporto diretto, a viso a viso con gli elettori, per affrontare e discutere i problemi e le istanze sia del singolo sia di tutto il territorio. Un impegno serio e costruttivo che ci riporta indietro negli anni, quando il ruolo dei partiti era propositivo e formativo a un tempo. Qualcuno ha detto che la democrazia online, la democrazia della rete è un ponte sul vuoto. Io aggiungo che, essendo virtuale e legata a uno strumento del quale non tutti dispongono e al quale l’accesso per molti non è nè semplice nè utilizzato, limita la partecipazione soltanto a una parte della società e non rappresenta la volontà del popolo; senza escludere la possibilità di un’azione truffaldina della cosiddetta democrazia del web, manipolabile e manipolata. Ciò che viene spacciata per “democrazia del web”, come hanno mostrato le indagini di Charles Mok, di Xinhua ecc., altro non è che un’invasione da parte del nuovo “esercito acquatico” - definizione data in Cina - per manipolare decisioni, per inviare messaggi pubblicitari scambiati per opinioni e pareri di normali e comuni cittadini. Sono gruppi di addetti pagati da un’azienda per inviare online messaggi pubblicitari in forma di “partecipazione” a discussioni sulla qualità di un prodotto già in commercio o ancora da immettere sul mercato. Che la cosa avvenga anche nei forum e nei social network politici? Le ultime vicende politiche, ciò che è successo nei vari blog dei politici e dei partiti non fanno altro che accreditare questa ipotesi. È questo che mi ha indotto a sottolineare un evento che in altri tempi sarebbe stato considerato di routine e passato sotto silenzio. Riuscirà il tentativo di ripristinare la democrazia e la discussione reali di contro ad una democrazia virtuale spacciata per autentica “voce dei cittadini” e facilmente manipolabile? Io me lo auguro, sperando che altri politici vogliano seguirne l’esempio, per un ritorno alle buone pratiche politiche e all’autentica funzione - questa si costituzionale - dei partiti e dei rappresentanti del popolo: funzione integrativa e pedagogica, incontro della domanda sociale, formazione delle decisioni, selezione del personale politico, verifica e finalizzazione delle diverse manifestazioni partecipative, rapporto diretto con la base prescindendo anche dal partito e dal suo leader. Il ritorno all’incontro reale e de visu con i cittadini può essere l’inizio anche di un ritorno alla politica dei problemi e delle cose, dell’ascolto vero e della discussione costruttiva. Comunque la pensiamo mi sembra un valido inizio e un buon esempio per innovare il rapporto politica-cittadini.
Aurelio Di Matteo