NOTA DELL'EX PARLAMENTARE

Sfere Paestum, Fasolino: "Ora montarle a Capaccio Scalo come chiesto da cittadini e commercianti"

CAPACCIO. Cupole geodetiche nell’area archeologica di Paestum. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la seguente nota inviata, alla nostra redazione, dall’ex parlamentare capaccese, Gaetano Fasolino:
“Ora che la Borsa Mediterranea ha concluso la stagione 2015 e le sfere geodetiche, come prescritto dal Consiglio dei Ministri, saranno definitivamente rimosse dall’area archeologica di Paestum, si pone urgente il problema della loro riallocazione. Non posso che augurare scelte condivise e suscettive di sostegno all’economia e allo sviluppo complessivo della nostra comunità.
La via mi sembra tracciata, se si vuole rimanere nell’ambito della legalità, della logica e degli impegni già presi. Il vigente PRG, come tutti sanno, ha individuato fin dagli anni ’80 nei terreni di Capaccio Scalo adiacenti a via Caduti di Nassirya la sede ove allocare strutture tecnologiche.
Su questa impostazione è stata sottoscritta, nell’autunno del 2014, da centinaia e centinaia di cittadini e operatori commerciali, una petizione consegnata agli uffici comunali da Rosario Francia, consigliere della passata consiliatura.
In data 23 gennaio 2015, in adesione alla petizione popolare e all'ordine di rimozione del Ministro Franceschini, la stessa giunta municipale ha ordinato agli uffici di vagliare, con preferenza su tutte le altre, l’opzione di Capaccio Scalo.
Del resto, la scelta appare obbligata, se si vuole conferire il massimo di produttività all’acquisto delle sfere costate alle casse comunali, e ai cittadini, la bellezza di circa un milione di euro. A Capaccio Scalo vive quasi la metà della popolazione cittadina e sono aperti ben 250 punti di servizi e di commercio che danno lavoro a centinaia e centinaia di addetti e i cui titolari, nonostante la crisi terribile di questi anni, continuano a pagare fior di tasse allo Stato e al Comune. A Capaccio Scalo vivono altresì (se il conto è giusto) cinque consiglieri comunali. Vale a dire un terzo dell’intero Consiglio. Ma non mi rivolgo soltanto a loro.
Infine, un chiarimento. Questa battaglia, per quanti con me l’hanno condivisa (anche se in solitudine, per i molti che inspiegabilmente hanno preferito tacere) è costata fatica.
Ci ha sorretti, però, il convincimento di operare nel giusto: salvaguardare la bellezza di Paestum che è anche la fortuna sua e di tutto il territorio contermine. E per fortuna intendiamo ricchezza, non solo culturale anche economica. E soprattutto (pur se non soltanto) per chi ci abita dentro. Abbiamo intravisto un pericolo. Tra gli Enti preposti alla vigilanza c’è chi dà interpretazioni fuorvianti sia della legge dello Stato che del PRG comunale. Ricordo solo che nelle norme attuative del PRG, all’articolo 20 si vieta qualsivoglia nuova opera all’interno delle mura anche se solo precaria".

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