SPUNTA IPOTESI DI UN BASISTA DELLA ZONA

Vallo della Lucania, furto tesoro di San Pantaleone: indagini serrate dei carabinieri

VALLO DELLA LUCANIA. Proseguono serrate le indagini sul clamoroso furto del ‘tesoro’ di San Pantaleone, avvenuto il 1° febbraio scorso all’interno della cattedrale dedicata al santo patrono della città di Vallo della Lucanua. I carabinieri della locale Compagnia, coordinata dal cap. Mennato Malgieri, stanno battendo più piste lavorando nel più stretto riserbo per cercare di risalire ai componenti della banda di 8 malviventi che ha ripulito la teca (nella foto), allocata in una cappella accanto alla sacrestia, contenente oggetti e doni ex voto in oro e pietre preziose, offerti dai fedeli. Un bottino che ammonta a svariate migliaia di euro.
Potrebbe essere quella ritrovata ieri notte a Moio della Civitella, infatti, l’auto utilizzata dai malfattori per mettere a segno il colpo, probabilmente con l’aiuto di un basista della zona che conosceva perfettamente le vie di fuga e la cattedrale, all’interno della quale si sono introdotti sfondando una porta laterale a colpi d’ascia, utilizzando un telo per attutire i colpi ed indossando passamontagna e guanti, come svelato dalle immagini del sistema di videosorveglianza.
Tre i banditi che hanno arraffato il tesoro del santo, mentre i complici, all’esterno, foravano con un forcone i pneumatici di tutte le auto parcheggiate nel piazzale della basilica, onde evitare di essere inseguiti da qualcuno, bloccando finanche con le fioriere la strada di accesso. Un furto sacrilego che ha suscitato l’indignazione di tutta la comunità vallese e dell’intera diocesi, retta dal vescovo Ciro Miniero.

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