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03 febbraio 2012 - 16:48
Usura, tassi al mille per cento: arrestati capaccesi Pietro Maio e Antonio Russo in maxi operazione tra Basilicata e Campania
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Scritto da Redazione

CAPACCIO. Nell’ambito di una maxi operazione anti usura portata a segno, congiuntamente, da carabinieri e Guardia di Finanza in Basilicata e Campania, sono state arrestate due persone di Capaccio, il 58enne Pietro Maio ed il 66enne Antonio Russo, entrambi noti imprenditori con interessi anche nei settori caseari e della grande distribuzione. I due sono finiti in manette insieme a Felice Balsamo (58 anni, di Sala Consilina), ritenuto la mente dell'organizzazione; Mario Garofalo (44 anni, di Nemoli - Pz) e O.G. (45 anni, di Lauria – Pz), tutti condotti al carcere di Sala Consilina.

Ad innescare le perquisizioni, ben 75, la denuncia di un imprenditore di Lagonegro vessato dagli strozzini. I militari hanno scoperto un vero e proprio sodalizio criminale dedito all’usura tra il Cilento, il Vallo di Diano, la Lucania e l’alto Tirreno Cosentino, con tassi che sfioravano addirittura il 1000% all’anno ed il 100% al mese, praticati a commercianti, pensionati ed imprenditori in difficoltà finanziarie. L’ammontare complessivo dei prestiti elargiti supera il milione di euro: 25 finora le vittime accertate, le quali, in cambio del prestito di denaro, fornivano in garanzia anche beni immobili, autovetture e proprietà terriere.

I provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi dal gip della Procura di Lagonegro (Potenza), sono stati eseguiti dai carabinieri dell’Arma provinciale di Potenza, Matera, Salerno, Caserta e Reggio Emilia, insieme alle fiamme gialle della tenenza di Lauria, diretta dal comandante D'Elia: disposizioni di arresto che integrano le 11 già eseguite nei mesi di luglio ed ottobre 2011. I successivi sviluppi investigativi, con il coordinamento della Procura di Lagonegro, ottenuti con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti documentali, patrimoniali e bancari, hanno consentito di scoprire gli effettivi finanziatori dell’attività criminosa, oltre alla precisa individuazione di tutti i complici. Stando ai risultati delle indagini, gli usurai, per evitare di essere scoperti, non avevano mai avuto contatti diretti con le vittime, se non tramite membri dell’organizzazione che fungevano da “intermediari” o procacciatori di clienti.

Le indagini sono state coordinate da Francesco Greco, sostituto procuratore della Repubblica di Lagonegro, e dal procuratore capo Russo. "Abbiamo ragione di pensare - ha dichiarato il pm Greco - che le vittime individuate siano solo una piccola parte di quelle finite nella morsa degli usurai. Tali persone non abbiano timore di denunciare i loro aguzzini perchè non saranno mai lasciate sole".

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