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Capaccio, riti satanici nella cappella sconsacrata dei Padri Vocazionisti

Alfonso Stile
07 febbraio 2013 14:33

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CAPACCIO. Riti satanici e messe nere nella cappella sconsacrata dei Padri Vocazionisti alla Licinella. La scena è di quelle che fanno rabbrividire: sull’antico altare in marmo spaccato da un lato, riportante la scritta scolpita “Gloria Amor Voluntas Dei In Vniverso Mundo”, in rosso e racchiusa tra due croci, giacciono tuttora resti di tizzoni utilizzati per accendere il fuoco, cenere sparsa, calici, contenitori in vetro ed uno strano anello. Alle spalle dell’altare, sito al centro della cupola da cui filtra luce attraverso quattro piccole finestre, la scritta “Io sono Dio” tracciata in nero sul mosaico in pietre laviche che caratterizza la cappella: sotto la parete, è stata posizionata l’anta di una porta in legno, divelta ed utilizzata probabilmente come un enorme vassoio, circondata da recipienti contenente sale. Nell’ampia ‘navata’, invece, è possibile rilevare numerose impronte, sedie, armadietti distrutti e resti di bivacchi, oltre a numerosi documenti riservati bruciati.
Alcuni vicini e residenti, interpellati al riguardo, si mostrano stranamente poco inclini a farsi intervistare. Nella zona, però, si sussurra che sarebbero state molte, negli ultimi anni, le notti in cui un via vai di persone dall’edificio ha destato sospetti e paura: si vocifera addirittura di strane urla, fiaccole, individui incappucciati e movimenti strani anche davanti alla statua della Madonna, sita al centro del parco antistante la cappella. Ampio il margine di suggestione, visti i magrebini che per il freddo si coprono con cappelli e giubbotti trovando riparo di fortuna nei fatiscenti locali, ma le tracce restano inquietanti. Oltre a testimoniare la presenza attiva, nella zona, di sette dedite a pratiche esoteriche, la scoperta lascia davvero interdetti per il fatto che la struttura sia di proprietà di una congregazione della chiesa cattolica, che ha lasciato colpevolmente incustodito un luogo un tempo sacro, ora divenuto oggetto di orribili rituali occulti, degrado, abbandono e ritrovo di extracomunitari senza dimora, nonché ricettacolo di immondizia e ratti.

CHI SONO I PADRI VOCAZIONISTI
La Società Divine Vocazioni, meglio conosciuta come Padri Vocazionisti, è una congregazione religiosa fondata a Pianura di Napoli, nel 1920, dal venerabile don Giustino Maria Russolillo, beatificato nel 2011.
Il motto G.A.U.D.I.U.M., ovvero “Gloria Amor Voluntas Dei In Vniverso Mundo”, traduce la loro preghiera peculiare. Tutto il cammino spirituale vocazionista è un progressivo itinerario ascensionale, che tende all’unione divina con Dio Trinità attraverso due “ali”: preghiera e mortificazione. L’unica passione del fondatore, don Giustino, era la Croce di Fuoco delle Divine Vocazioni, “l’opera delle opere” per ottenere la santificazione universale. A Capaccio, l’unico rappresentante è don Mario Terrezza, parroco della basilica paleocristiana di Paestum.

DOVE SI TROVA LA CAPPELLA
La cappella sconsacrata si trova in Via Masaccio, una traversa lungo Via Mantegna alla Licinella, all’interno di un’ampia struttura-parco di circa 15.000 mq costruita a ridosso di un tratto di fascia pinetata privata, in una posizione invidiabile a pochi passi dal mare, del valore non inferiore di 2-3 mln di euro. A tutt’oggi è di proprietà della “Società Divine Vocazioni” che, per molti anni, è stata utilizzata come colonia estiva per i bambini di famiglie povere, molti dei quali venivano indottrinati secondo il credo dei Vocazionisti.
Oggi, invece, è diventata uno dei simboli dell’incuria e del degrado nel comune di Capaccio, in una zona ad alta affluenza turistica: l’intero edificio, infatti, è stato completamente vandalizzato, saccheggiato dai ladri ed utilizzato dagli extracomunitari come ricovero di fortuna. Evidenti i segni di devastazione: vetri rotti, infissi divelti, porte e sedie distrutte, diversi locali dati alle fiamme; suppellettili, divani, mobili e controsoffittature sfasciate; condizionatori e componenti elettrici vari sradicati dal muro; lavandini, water ed accessori da bagno spaccati. Un vero e proprio scempio, soprattutto in quelle numerose camere con balcone che, una volta, offrivano una splendida visuale della costa sotto la frescura dei pini.

L’OMBRA DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA?
Dismessa la colonia estiva, i Vocazionisti avevano affittato la struttura per alcuni anni. Prima a dei privati, che la tramutarono nel beach hotel “La Paloma”. Successivamente, ad una società che gestiva diversi centri diagnostici in tutto il Cilento (Agropoli, Capaccio Scalo e Santa Maria di Castellabate), che dopo alcuni anni fallì e non rinnovò più il contratto: il fuoco sull’altare e diversi roghi all’interno della struttura sono stati appiccati, da ignoti, utilizzando proprio cartelline, scadenziari, documenti, fatture e numerose ricevute con nominativi, indirizzi ed esami effettuati da centinaia di pazienti del “Centro Diagnostico Cilentano Srl”, abbandonati all’interno dell’edificio in barba alle più elementari norme di natura fiscale e tutela della privacy. Così, i Padri Vocazionisti decisero di affidare la struttura ad un’agenzia immobiliare, demandando anche il Comune di Capaccio, per il tramite dell’ing. Carmine Greco, di trovare possibili acquirenti. In realtà, l’intera struttura-parco rappresenta un “boccone prelibato” per possibili speculazioni edilizie: la destinazione del terreno è di tipo alberghiero, ma l’intera area è edificabile e potrebbe diventare residenziale attraverso la realizzazione di unità immobiliari a rotazione d’uso.
Pochi giorni fa, i carabinieri di Capaccio Scalo hanno denunciato a piede libero tre extracomunitari sorpresi a rubare all’interno della struttura: l’economo generale dei Padri Vocazionisti è stato convocato a Capaccio per formalizzare le pratiche di rito, ma non risulta che, ai militari dell’Arma, abbia comunicato le intenzioni della congregazione sullo stato in cui versa l’edificio.

(ESCLUSIVA STILETV)

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