Sgombero immigrati, dura polemica Amato-Marino

Comunicato Stampa
29 luglio 2010 15:40

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Marino_Pasquale

 

In merito alle dichiarazioni rese a mezzo comunicato stampa dall’esponente dell’USB Immigrati Salerno, avv. Alfonso Amato, sindaco di Sicignano degli Alburni, il primo cittadino di Capaccio Paestum, Pasquale Marino (nella foto), replica alle accuse di “razzismo” mossegli dallo stesso Amato: “Rispedisco al mittente le gravissime accuse che il collega Amato mi ha gratuitamente lanciato, riservandomi di valutare di adire le vie legali a tutela della mia immagine e di quella di una città civile ed accogliente come Capaccio Paestum. Sto svolgendo, relativamente alla questione immigrati, il mio ruolo nel pieno rispetto delle regole e delle funzioni che mi sono attribuite dalla legge. Ho infatti, fin dal principio, collaborato con le forze dell’ordine nell’effettuare lo sgombero dal complesso rurale di Varolato a causa di un’indecorosa e disumana situazione di degrado e sovraffollamento. I successivi provvedimenti intrapresi sono esclusivamente a tutela sia della cittadinanza che degli stessi immigrati, per i quali auspico una soluzione positiva riguardo alla loro sistemazione, impegnandomi a collaborare. La mia storia personale e politica è ben nota, ho sempre difeso i diritti e la dignità umana. I provvedimenti adottati sono stati presi nel pieno rispetto delle leggi. Da parte mia e della mia Amministrazione, non vi è alcuna persecuzione in atto ai danni di questi lavoratori. Di recente, abbiamo intrapreso numerose iniziative che ci hanno visto alla ribalta dei media nazionali per azioni di tutela e di partecipazione sociale degli extracomunitari. Prime tra tutte, la distribuzione gratuita di giubbotti catarifrangenti per prevenire eventuali rischi derivanti dalla percorrenza, a piedi o in bicicletta, delle strade nelle ore notturne e la recente approvazione, da parte del Consiglio comunale, della Consulta dei Migranti, organo attraverso il quale favorire l’integrazione e la partecipazione attiva degli immigrati alla vita politica e sociale della nostra comunità”.

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