Ospedale Agropoli, Cirielli: "Non si tocca"

Redazione
31 luglio 2010 08:26

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Piccata replica del sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, alle accuse dei consiglieri di minoranza Malandrino e Pesca, che hanno definito come una “buffonata” l’autosospensione dai partiti della maggior parte dei consiglieri comunali, di tutti gli assessori e dello stesso sindaco, in segno di protesta per la vicenda ospedale civile. “Sono le loro esternazioni e tutte le loro iniziative a sostegno dell’ospedale ad essere fantasiose e prive di efficacia – afferma Alfieri - le critiche di Malandrino e Pesca nascono dalla presa di coscienza della loro impotenza politica e dall’incapacità ad attivare concretamente soluzioni per il territorio, come interessarsi realmente al futuro dell’ospedale. Anche in questa occasione, hanno dimostrato la loro inconsistenza non riuscendo ad interfacciarsi nemmeno con chi politicamente li rappresenta”. Il primo cittadino agropolese, nel frangente, ha rivelato di aver avuto un incontro con il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli (nella foto), ottenendo rassicurazioni e garanzie che l’ospedale civile rimarrà nella rete dell’emergenza territoriale mantenendo gli attuali livelli di offerta di servizi sanitari. Alfieri ne ha anche per l'on. Antonio Valiante, il quale, nei giorni scorsi, nel commentare l'autosospensione dal Pd del sindaco di Agropoli, ne aveva preannunciato un cambio di casacca imminente: “Non ci sarà alcun cambio di casacca - sentenzia Alfieri - l’autosospensione è un atto di protesta condiviso con i consiglieri ed assessori comunali che vuole rimarcare la delusione verso l’atteggiamento dei rispettivi referenti politici regionali e provinciali. Non è assolutamente preludio ad un cambio di partito e mai si è pensato ad una iniziativa del genere. Forse altri, già da qualche mese, sono stati impegnati in trattative sottobanco per futuri passaggi da un partito all’altro o in trattative trasversali, come nella questione Consac, pur di conservare poltrone in un solco di vergognoso nepotismo. Dopo 10 anni di governo in Regione, io mi vergognerei di lanciare attacchi a chicchessia. Per loro la questione non è il cambiare casacca, ma di riporla definitivamente in armadio. Il loro modo di fare politica, teso soltanto alla conservazione del potere con logiche clientelari, non solo ha messo in ginocchio la Regione Campania, ma ha compromesso il futuro e l’esistenza anche dei nostri figli”.

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