CIMICE IN UFFICIO AL MUNICIPIO

Agropoli, Alfieri intercettato mentre promette lavoro e case ai Marotta. Il sindaco: "Centinaia di richieste simili ogni giorno"

Redazione
04 gennaio 2014 14:40

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AGROPOLI. Promesse di case e lavoro da parte del sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, ad esponenti del clan Marotta di Agropoli per accrescere il consenso presso la locale comunità rom: nuove accuse per il primo cittadino cilentano, cristallizzate in due intercettazioni ambientali ricavate da una cimice piazzata, dagli inquirenti, nel suo ufficio al municipio. Depositate agl'atti dal procuratore Antonio Centore dopo i sequestri subiti dal clan agropolese, si tratta di conversazioni in cui si evincono impegni di assunzione e favori, da parte di Alfieri, ad uno dei familiari dei Marotta, poi sottoposto ai domiciliari a seguito dell'inchiesta "Golden Hands" eseguita dalla Gdf e condotta dalla Procura di Salerno. Il sindaco di Agropoli, sulla vicenda, ha diffuso una nota stampa con le seguenti dichiarazioni: “La porta del sindaco di Agropoli, come è suo dovere, è aperta a tutti e le richieste più incessanti e frequenti sono, purtroppo, proprio quelle del lavoro e della casa. Non mi sono mai turbato per l’eventuale presenza di cimici nel mio ufficio, perché non ho niente da temere. In cinque mesi di intercettazioni le richieste di lavoro e casa sono state centinaia, provenienti da tanta gente comune. Si fa clamore mediatico su notizie inconsistenti dal punto di vista penale. Il tempo, e mi auguro breve, sgombrerà i dubbi anche su questi fatti, se dubbi ci sono. Si usa strumentalmente e maldestramente il termine “clan” pur essendo stato escluso proprio dalla magistratura. Se qualcuno, attraverso questi meccanismi, pensa di scoraggiare o di impedire di svolgere il mio ruolo da sindaco o per delegittimare o adombrare sospetti sui successi amministrativi e politici, non ha compreso quanto sia forte la mia determinazione e di come il mio impegno quotidiano sia accompagnato da una assoluta serenità. Come sindaco continuerò a ricevere tutti, senza dovermi preoccupare di distinzioni anche perché il più delle volte i cittadini che conferiscono con il sindaco hanno una comune problematica, lo stato di bisogno. Ed io, per chi mi conosce e per la mia storia, ho dimostrato che il consenso è stato ricevuto facendo sempre gli interessi generali e non basandolo sulle difficoltà delle persone. Tutt’altro. Il consenso l’ho sempre considerato quale risultato del progresso e della crescita di un territorio, creando la possibilità per tanti di vivere in condizioni migliori”.

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