Continua protesta dei precari del Parco

Comunicato Stampa
02 dicembre 2010 09:00

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CILENTO. Continua la protesta dei 63 lavoratori precari del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Motivati da due anni di attesa per un lavoro precario per 102 giornate da bracciante forestale. Chiedono agli amministratori del Parco di provvedere alle manutenzioni delle proprietà e dei sentieri turistici, di utilizzare le risorse oggi messe a disposizione  e l' impiego futuro mediante la programmazione dei Fondi del PSR Campania. Unico Parco in Italia che non ha tra i dipendenti un operaio, una guardia campestre, un custode, nessuno che possa svolgere una mansione manuale, eppure è proprietario di 250 ettari di terreno agricolo e forestale, abbandonati, di ville e pertinenze, palazzi con giardini. Di tanti beni, l' Ente, con un bando di affidamento cerca di disfarsene, ignorando la presenza dei dipendenti precari licenziati da due anni.

E' in atto un'azione revisionistica che relega l'Ente ancora di più a soggetto di spesa in  pubblicazioni, studi e consulenze, spese in stravaganti  pullman, vaganti inutilmente tra un capo e l'altro  la città di Vallo della Lucania. Un ente che per le politiche ministeriali viene depotenziato nelle risorse nella completa acquiescenza di tanti Amministratori e politici locali che hanno mal sopportato la istituzione di un ente che, in altre parti d'Italia è volano dello sviluppo, ma nel Cilento ne è ostacolo.

Gli operai del Parco Nazionale chiedono di essere chiamati ora a lavorare ai progetti di manutenzione e coltivazione,  domani a concreti  progetti dei fondi del PSR Campania, progetti che la Giunta del parco può e deve presentare nell' interesse del Cilento e Vallo di Diano.

 

Gianni De Marco

Segretario provinciale dello Snaf

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