Agropoli, mostra su Antonicelli all'ex Pretura

Comunicato Stampa
17 dicembre 2010 10:13

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Il Comune di Agropoli ospiterà dal 21 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011, nello spazio espositivo di Palazzo Cirota (ex Pretura), la mostra permanente di Villa Cernigliaro: "Franco Antonicelli. Galleria di simboli". La mostra è curata e promossa dall’Associazione Zero Gravità Villa Cernigliaro per arti e culture e da I Parchi Letterari® Franco Antonicelli, è allestita con il patrocinio della Regione Piemonte e della Cassa di Risparmio di Biella, e rimarrà eccezionalmente ad Agropoli per cinque settimane. 

All’inaugurazione prevista per le ore 10 del 21 dicembre 2010 parteciperanno Franco Alfieri, Sindaco della Città di Agropoli, Francesco Crispino, Assessore alla Cultura della Città di Agropoli, Gregorio Angelini del MIBAC, Direttore Regionale della Campania, Stanislao de Marsanich, Presidente di Paesaggio Culturale Italiano, Carlotta Cernigliaro, Direttore de I Parchi Letterari® Franco Antonicelli. 

Curerà una breve nota sul grande scrittore il saggista Giuseppe Barone. Modera Laura Del Verme. Leggerà alcuni brani dedicati tratti da Il soldato di Lambessa, l’attore Peppe Barile. Il catalogo, ristampato in tiratura limitata, pubblica la riproduzione delle fotografie originali di Franco Antonicelli. 

“Ci fu un tempo, difficile da dimenticare, in cui un piccolo gruppo di amici fidati si ritrovava con il più spontaneo piacere per liberare l’animo dall’odioso peso del sospetto, del silenzio prudente, delle preoccupazioni e dei pericoli improvvisi. … Il tempo cui alludo fu quello del fascismo.”  Franco Antonicelli


Galleria di simboli ed il buen retiro di Sordevolo negli anni del fascismo

 

Le immagini ed i ricordi qui donati alla memoria collettiva, riflettono la varietà degli interessi storici, politici e letterari di Franco Antonicelli, uomo di eccezionale cultura, politico, giornalista, scrittore, appassionato di volumi rari e di antichità librarie e dal 1942 al 1948 anche editore. Questo volume, nato come catalogo della mostra permanente della dimora storica di Villa Cernigliaro, permette a tutti noi di rinnovare l’incontro con un uomo conosciuto e apprezzato come lucido osservatore della storia politica e culturale del nostro paese, in anni cruciali come quelli della prima metà dello scorso secolo. L’antifascismo non fu soltanto una serie di azioni politiche o di colpi di mano; per lungo tempo fu un poco visibile ma esistente baluardo di coscienze, che rendeva difficile al regime affondare ed estendere le sue radici, un “- collettivo - spirituale e morale che teneva viva - un’altra Italia - accanto a quella ufficiale”, scrive Franco Antonicelli nelle sue annotazioni. A Torino quest’altra Italia, come - collettivo spirituale e morale - ha come centri attivi di resistenza e opposizione le fabbriche e l’università frequentata da quei giovani che sui banchi di scuola erano stati educati da insegnanti come Umberto Cosmo e Augusto Monti, ed ora attingevano alla parola e all’esempio di docenti come Gioele Solari, Francesco Ruffini, Lionello Venturi. Antonicelli fu allievo di Umberto Cosmo e frequentò Augusto Monti, entrambi professori al liceo d’Azeglio a Torino, e proprio attorno al Monti si compose a partire dal 1928 un “collettivo spirituale e morale”, un gruppo cui presero parte Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo Mila, Sturani e lo stesso Antonicelli.

 

Nella galleria dei personaggi fotografati da Antonicelli, presentati nel volume Galleria di simboli, catalogo della permanente di Villa Cernigliaro, compaiono tutti questi nomi e molti altri ancora e fu per merito di Antonicelli che questo collettivo si poté ricostituire ogni estate, a partire dal 1935, a Sordevolo nella villa di Annibale Germano, suocero di Antonicelli. Il gruppo era quello che di solito si ricostruiva ogni estate nel biellese, a Sordevolo e a Pollone. Due erano i ritrovi principali: la villetta abitata, credo dal 1934, da Benedetto Croce a Pollone e la villa da molto più tempo di proprietà di Annibale Germano a Sordevolo. La prima era meta di illustri visite, la seconda non meno, in parte come riflesso o appendice della prima. Della seconda posso dire che ognuno poteva parlare in libertà, anche se legato con qualche vincolo al regime; tuttavia la vera confidenza in fatto di politica era ristretta a pochi frequentatori abituali. Compaiono nomi di personaggi fra loro legati da una “comunione di coscienze”, legame che Antonicelli vede in qualche modo simboleggiato dalla strada che unisce Pollone a Sordevolo: “Topograficamente la panoramica strada serpeggiante fra i due paesi può segnare il legame fra i componenti del gruppo”.

 

Su Franco Antonicelli...

 

Ora nella ex Villa Germano vengono accolte e valorizzate le tracce di un’opera che ha saputo comunicare arte e cultura attraverso le due dimensioni ugualmente decisive del letterato e dell’uomo politico unite nella funzione dell’educatore. Professore Antonicelli: così gli si rivolgevano gli amici più giovani, dicendo la parola che, lo notava Mila, solo ai somari suona meschina. Echi di una stagione conclusa? Può darsi. Teneri ricordi? Sicuramente. Ma forse qualcosa di più.
Adalberto Chiesa
 

 

Molti, infiniti disegni, tracciati in fretta sul dorso di una busta, su eleganti piccoli album, su taccuini calendari, carta da lettere del Senato. Erano volti, oggetti, paesaggi, giudizi morali e politici, fissati con la precisione, la grazia, lo struggimento di un viaggiatore avido, incalzato dal tempo, spinto infaticabilmente a ripartire rinviando a dopo l'ordinare, l'approfondire, il trarre conclusioni (...)

Giulio Bollati 

 

Le caricature che nei tratti semplici talvolta colgono davvero l’essenza di una persona, mi ricordano il suo sorriso divertito, quel guizzo biricchino che me lo rendeva caro.

Patrizia Antonicelli

 

Studioso, critico, poeta, saggista, editore, oratore, uomo politico nel senso più esteso del termine, vale a dire guida disinvolta di ogni conversazione, ma anche uomo d'azione capace di interventi rischiosi nel cuore delle vicende civili; e conversatore stupendo per l'estensione di voce - dai toni di rigore e dell'indignazione alle invenzioni di uno humor inarrivabile; Franco Antonicelli fu anche fotografo e disegnatore. Bisognava averlo conosciuto bene per sapere che tutte le figure che egli impersonava, apparentemente così distanti l'una dall'altra, si componevano nell'unità di un unico, irripetibile, sovrano personaggio.

Giulio Bollati

 

Luoghi dell’ispirazione della letteratura nel paesaggio italiano i Parchi Letterari® Franco Antonicelli, tra Sordevolo e Pollone, costituiscono un capitolo di unica bellezza nel libro della natura europea. Sono entrati nell’importante rete nazionale de I Parchi Letterari® il 19 gennaio 2010.

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