Alluvione, Fasolino: "Tremonti ci nega 250 milioni"

Redazione
04 gennaio 2011 10:37

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“Porteremo il fango dell’alluvione a Roma”. L’ira dell’assessore alla Protezione Civile della Provincia di Salerno, Antonio Fasolino, esplode a due mesi dalla calamità naturale che ha colpito la Piana del Sele. L’attacco frontale è al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e al Governo Berlusconi: “Ci devono 250 milioni di euro, pensano solo al Nord” è l’accusa di Fasolino. Fondi promessi e mai arrivati, che dovrebbero rappresentare una prima tranche per tamponare l’emergenza, legata al ripristino della viabilità e degli ingenti danni alle infrastrutture private e pubbliche. Una somma che doveva essere stanziata nel decreto mille proroghe che elargisce fondi al Veneto, giunti invece in tempi record, ma di interventi finanziari sul territorio salernitano, nel decreto governativo, non c’è praticamente traccia. La situazione è grave, perché non si è ancora proceduti alla quantificazione dei danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche. Tutto ciò ha fatto perdere la pazienza a Fasolino, pronto addirittura a dimettersi dalla sua carica, e che chiede interventi anche alla Regione. Necessario, in tempi ristretti, fare chiarezza. I rubinetti a Roma sono chiusi, in tempi di austerity. Ma quando si parla di calamità naturale è necessario fornire celeri risposte a chi ha subito danni. È anche una questione di parità di trattamento. Due pesi e due misure. Figli e figliastri. La Campania non è il Veneto, almeno questo sembrerebbe nei pensieri e nelle opere di chi ci governa.

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