Unità d'Italia, una festa lunga 150 anni

Redazione
18 marzo 2011 08:05

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Tutto pronto per festeggiare il 150esimo anniversario dell’Unità italiana. Un appuntamento lungo un anno, che prevede un  cartellone ricco di eventi, commemorazioni, mostre, filmati e documenti storici che, come una macchina del tempo, permettono di fare un passo indietro negli anni. Tutte le piazze  d’Italia, da nord a sud, diventano una location perfetta per celebrare il compleanno della nostra nazione unita. Ma come si è giunti all’unificazione del “belpaese”? Anche dopo diversi sanguinosi moti rivoluzionari e durante le guerre di Indipendenza, l'Unità d'Italia era ancora ben lontana. Ma la storia racconta come, con la morte di Re Ferdinando II e la notizia delle sanguinose rivolte in Sicilia nella metà del 1860, Giuseppe Garibaldi decise di agire. Il 5 maggio del 1860 partirono, alla volta della Sicilia, i famosi  “mille” che sbarcarono a Marsala con grande gioia della popolazione. Dopo aver sconfitto le truppe borboniche si diressero verso Palermo dove l’esercito del “Liberator” trovò non poche difficoltà, ma alla fine avvenne la conquista della città sicula, allora seconda capitale del Regno delle Due Sicilie, dopo Napoli. Dopo la caduta di Palermo molte popolazioni dell’isola si mostrarono incoraggiate alla ribellione ed in molti seguirono il condottiero Garibaldi che gli aveva donato la libertà. A Milazzo si concentrarono le truppe borboniche, per impedire  il passaggio del “Libertador” lungo lo Stretto di Messina. Nonostante ciò Garibaldi giunse in Calabria e da lì iniziò la risalita della penisola, facilitata dalle minime resistenze incontrate lungo il cammino, grazie anche al numero sempre maggiore di insorti. Decisivo fu l’ingresso a Napoli di Garibaldi che fronteggiò, sul Volturno, le truppe nemiche. Con questa ennesima vittoria si apriva la strada verso la capitale.
Intanto, l'esercito piemontese procedeva conquistando  il centro Italia ed, in seguito al ricongiungimento con le truppe garibaldine, il 26 ottobre avvenne, a  Teano, lo "storico" incontro tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, che consegnò simbolicamente nelle mani del Re l'Italia meridionale.
La proclamazione del nuovo Regno d'Italia avvenne solo nel febbraio del 1861: con capitale Torino, il Regno era formato dal Regno di Sardegna, dalla Lombardia, dalla Toscana, dall’Emilia, dall’Umbria, dalle Marche e da tutta l'Italia meridionale liberata dalla spedizione dei Mille. Per completare l’unione mancavano alcune regioni dell’est occupate dagli austriaci e solo con la terza guerra di Indipendenza si ottenne la Venezia-Euganea. Solo  in seguito alla sconfitta di Napoleone ed il ritiro delle truppe francesi si potè continuare, poi, la completa unificazione del paese.  Sotto il comando del generale Cadorna, si arrivò alla conquista di Roma, con le truppe italiane che entrarono nella capitale. In questo modo Roma fu annessa al Regno d'Italia, e il Parlamento italiano votò, il 21 gennaio 1971, il trasferimento della capitale d’Italia a Roma.
Difficile, in poche righe, raccontare una storia fatta di sacrifici che il popolo italiano ha dovuto affrontare per l’unificazione del nostro paese, un territorio ricco di culture diverse ma guidato da valori ed ideali comuni. Sentimenti che, in quegli anni, hanno portato a battersi per la libertà della nazione, che, adesso,  dopo 150 anni, si ritrova a festeggiare ed a commemorare una fondamentale pagina di storia.  AUGURI ITALIA!

Lisa Pinto



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