Battipaglia, usura: in manette moglie pluripregiudicato

Comunicato Stampa
20 marzo 2011 10:13

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Carabinieri_incidente

 

BATTIPAGLIA. Continua l’azione dei Carabinieri di Battipaglia per contrastare il dilagante fenomeno dell’usura, che per diffusione e penetrazione rischia di mettere a dura prova anche il regolare sviluppo dell’economia dell’intera piana del Sele. Dopo gli arresti compiuti negli ultimi mesi in flagranza dai militari dell’Arma di appartenenti ad organizzazioni camorristiche e di insospettabili che avevano estorto anche con minacce di morte e qualche volta anche con la violenza fisica, il pagamento delle rate degli interessi usurari alle povere vittime, ad essere arrestata, questa volta, è una donna pregiudicata che praticava prestiti con interessi usurari calcolati dai militari dell’Arma intorno al 120% annuo. All’esito di articolato servizio di osservazione e controllo, predisposto dai Carabinieri a seguito di dettagliata denuncia sporta da un commerciante di calzature di Battipaglia, l’arrestata veniva sorpresa e bloccata subito dopo aver intascato la somma di 1.400 euro in contanti, consegnatale dalla vittima quale pagamento della rata mensile del prestito, maggiorato degli interessi usurai.

L’arrestata, C.P. 45enne da Battipaglia, minacciando la vittima di far intervenire gli amici del marito (noto pluripregiudicato napoletano in carcere per traffico di stupefacenti) pretendeva ed otteneva il saldo delle rate e degli interessi usurai. Letteralmente impaurito dalle continue minacce, il commerciante è riuscito a trovare la forza di dire basta rivolgendosi ai Carabinieri, riuscendo cosi a porre termine, nel giro di pochi giorni, grazie all’azione dei Carabinieri, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Salerno diretta dal Dr Franco ROBERTI, ad una invivibile situazione di assoggettamento psicologico che durava ormai da alcuni anni. Per fortuna si registrano segnali incoraggianti che lasciano ben sperare sulla presa di coscienza delle vittime di usura della circostanza che l’unico modo di uscire dalla morsa degli strozzini è quello di denunciare. In meno di un anno undici sono stati gli  imprenditori che si sono presentati di fronte ai Carabinieri per denunciare i loro aguzzini. Storie di usura che si trascinavano da anni sono state risolte nel giro di tre/quattro giorni con azioni mirate, efficaci e soprattutto tempestive da parte di Carabinieri e Magistratura. Già dopo sei mesi dai fatti, dopo le severe condanne ai  componenti del clan De Feo arrestati dai Carabinieri  per l’estorsione ai danni di un imprenditore, è intervenuta una condanna a nove anni di carcere ad una altro usuraio ed estorsore che non aveva esitato di colpire con un bisturi ad una gamba la povera vittima che ritardava i pagamenti, mentre per gli altri usurai è stato già disposto il giudizio immediato di fronte al Tribunale di Salerno.

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