Vallo, oltre 10mila presenze per la Mostra Scambio d'Auto

Comunicato Stampa
22 marzo 2011 15:38

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VALLO DELLA LUCANIA. Si è chiusa con circa diecimila visitatori la Mostra scambio di auto, moto e ricambi d’epoca”, di scena nel weekend (19 e 20 marzo) nell’area espositiva di Vallo della Lucania (SA). Un successo che supera perfino l’ottimo risultato ottenuto nella scorsa edizione, con ingressi dalle prime ore del mattino fino al termine dell’orario di apertura. La giornata conclusiva di oggi (20 marzo), in particolare, è stata da record, con una fila continua di auto all’ingresso del centro artigianale e i parcheggi esauriti.
Soddisfatti gli organizzatori dell’evento che si è svolto sotto l’egida del Comune di Vallo della Lucania, l’associazione Auto revival club di Orria e Fiere di Vallo, per lo straordinario gradimento ottenuto dalla rassegna che, alla quinta edizione, si è guadagnata un posto di rilevo tra le manifestazioni di settore. I visitatori, in effetti, sono arrivati da tutte le regioni del Centro-Sud, perfino Lazio, Puglia e Sicilia. Tutti in cerca di accessori rari e ricambi introvabili per i loro motori d’epoca. E la manifestazione, forte di oltre 200 espositori dislocati in 6mila metri quadri coperti e 3mila esterni, con al suo interno lo stand istituzionale dell’Asi (Automotoclub storico italiano), ha risposto appieno alle aspettative.

Nella prima giornata della Mostra scambio 70 autoveicoli e 38 moto sono stati sottoposti anche alla verifica per il rilascio del certificato di identità, dalla Commissione tecnica dell’Asi. «Si tratta di un numero di veicoli molto più alto della media in manifestazioni simili, a testimonianza del grande  patrimonio motoristico che la Campania e il Salernitano in particolare custodiscono», spiega Mauro Pasotti, presidente della commissione tecnica nazionale moto dell’Automotoclub storico italiano, che coglie l’occasione per lanciare un appello.

«Le auto e moto d’epoca sono, a tutti gli effetti, beni culturali, che richiedono una maggiore attenzione da parte di tutti. Lo Stato, in effetti, ha già previsto che, con l’iscrizione nel nostro Registro storico nazionale, i veicoli costruiti da più di 20 anni possano ottenere l’esenzione dalla tassa di possesso e polizze assicurative agevolate, con una spesa molto contenuta. Ma oggi la priorità deve essere quella di salvare quanto più possibile di questo patrimonio motoristico».
«I motivi sono molteplici
– prosegue l’esponente dell’Asi – Restaurando questi veicoli ci si rende conto che hanno già alcuni accorgimenti tecnici propri delle vetture moderne, grazie all’ingegno di chi le ha progettate e realizzate. Salvarli significa anche preservare la memoria storica per le generazioni future, ora che la plastica e l’elettronica stanno sostituendo del tutto la meccanica e il metallo. Difficilmente le auto di oggi riusciranno a superare i 20 anni, quelle d’epoca invece, se ben restaurate, funzionano ancora. C’è poi pure un motivo emozionale: è quel feeling che si crea tra il conducente e il suo veicolo d’epoca, perché il primo sa che bastano le conoscenze e l’esperienza per poter intervenire su di esso, senza bisogno delle sofisticate apparecchiatura da cui dipende l’efficienza delle auto moderne».

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