SVOLTA NELL'ASSASSINIO TOMASINO-LAMBERTI?

Duplice omicidio Albanella, la telefonata che scagionerebbe Marsico: ascoltato teste in aula

ALBANELLA. Duplice omicidio di Fravita ad Albanella: ascoltato ieri, dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Salerno, il testimone che potrebbe scagionare Mario Cosimo Marsico. Secondo quanto raccontato in aula dal teste, assistito dall’avvocato difensore del rigattiere capaccese, l’avv. Francesco Dambrosio, la sera del delitto avrebbe ricevuto una telefonata sul proprio cellulare, partita da quello di Marsico, in un orario ritenuto incompatibile con la presenza dello stesso sul luogo dell’omicidio, come si evince dalle cellule agganciate. Sostanzialmente, il teste ha raccontato di non aver mai risposto a quella telefonata, ma che in passato avrebbe sempre e solo parlato al telefono con Marsico per quanto concerne una trattativa legata alla locazione di un appartamento. Secondo i giudici che condannarono Marsimo all’ergastolo, ad effettuare quella telefonata fu la moglie, non lui, ma il testimone ha spiegato di non averla mai conosciuta né di averci mai parlato. Una versione al vaglio ora dei giudici, che dovranno valutare se sia sufficiente oppure no ad instillare il dubbio della presenza di Marsico a Fravita la notte del 2 gennaio 2012, quando Armando Tomasino e la convivente furono massacrati a coltellate. Prossima udienza il 17 marzo, quando il sostituto procuratore formulerà, o meno, la richiesta di conferma dell’ergastolo o l’annullamento. La sentenza è attesa, invece, a fine aprile.

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