DELITTO DELLE GINESTRE

Agropoli, fiaccolata per Marco. Autopsia conferma: recisa carotide e morte per dissanguamento

AGROPOLI. Un solo colpo alla gola, un fendente netto alla carotide sferrato con un coltello a serramanico con una lama di 12 cm che non gli ha lasciato scampo. È morto così Marco Borrelli, il 20enne di Agropoli sgozzato con una coltellata e abbandonato, venerdì scorso, sotto un ponticello della SP430 nei pressi del parco ‘Le Ginestre’. Questo l’esito dell’autopsia eseguita ieri, dal medico legale Adamo Maiese, presso la sala mortuaria dell’ospedale ‘San Luca’ di Vallo della Lucania, che ha evidenziato il decesso per dissanguamento del giovane, ucciso dalla cieca gelosia di Mrabet Nezar, il 25enne di origine tunisina reo confesso dell’omicidio a sfondo passionale. Nezar, in carcere a Vallo, dovrà ora difendersi dall’accusa di omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione, e di occultamento di cadavere, con il legale della famiglia Borrelli che chiede  un approfondimento d’indagine per verificare se sia stato aiutato, o meno, nel tendere la trappola mortale a Borrelli nonché nel trascinare e nascondere il cadavere tra cespugli e calcinacci. Intanto, ieri sera la comunità agopolese ha organizzato una fiaccolata (nella foto) per dire ‘No alla violenza e all’odio’: centinaia di persone, in maniera composta e silenziosa, hanno formato un lungo corteo fino alla chiesa di Sant’Antonio, passando proprio sotto l’abitazione della giovanissima vittima. Corteo guidato dal papà di Marco, distrutto insieme ai familiari per la tragica morte del figlio. Liberata la salma, oggi si terranno i funerali.

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