Mosca cinese: Senato si mobilita per salvare i castagneti

Redazione
29 luglio 2011 14:22

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Approvato all’unanimità dalla Commissione Agricoltura del Senato la risoluzione sulla crisi che da tempo ormai investe il settore castanicolo, colpito duramente dalla presenza del “cinipide galligeno”, detto anche “mosca cinese”, che attacca il castagno, riducendo sensibilmente la produzione dei frutti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, mettendo a serio rischio la stessa sopravvivenza delle piante .Uno stato di emergenza che rischia di avvertirsi in ambiti, come la Valle del Calore, che fonda una buona parte della sua economia agricola sulla produzione delle castagne. L’allarme lanciato da Felitto a Roccadaspide è stato raccolto dal senatore del Partito Democratico Alfonso Andria, che si è fatto portavoce dell’iniziativa approdata in Senato ed ora approvata. La Commissione competente chiede al Governo di garantire la tutela delle aziende e dei posti di lavoro a rischio mediante specifici sostegni e di predisporre una strategia – essenzialmente e preferenzialmente basata sulla lotta biologica – che in tempi ragionevolmente brevi sollevi il comparto castanicolo dall’attuale grave ulteriore crisi che soffre per effetto dell’attacco alle piante da parte della “mosca cinese”. In Italia vengono prodotti mediamente 60 milioni di chilogrammi di castagne all’anno, di cui circa il 50% in Campania, e gran parte proprio nella Valle del Calore. Di qui la rilevanza economica del comparto: “Con la risoluzione – afferma Andria – il Governo viene impegnato ad operare in raccordo con le Regioni al fine di garantire massima tempestività negli interventi, con particolare riguardo al finanziamento e all’attivazione del Piano Castanicolo Nazionale, integrandolo con ulteriori azioni e misure a sostegno della castanicoltura, anche attraverso indennizzi e sgravi fiscali e contributivi, nonché prevedendo le medesime coperture assicurative che garantiscono altri settori del comparto agricolo”.

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