VERSO IL BALLOTTAGGIO

Capaccio, Comunali 2017. Palumbo: "Voza come il gatto della dispensa, quello che fa pensa"

CAPACCIO PAESTUM. Comunali 2017. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la seguente nota stampa diffusa dalla coalizione elettorale a sostegno del candidato sindaco Franco Palumbo (nella foto).

“La saga delle calunnie e delle accuse continua, questa volta con manifesti, che vedono la regia di esperti comunicatori assoldati con fior fior di quattrini, per cercare di ingannare i cittadini. Non hanno capito che con le tecniche di comunicazione non potranno mai mascherare la loro incapacità di governare. E, soprattutto, non hanno ben compreso che i cittadini sono più intelligenti di loro e che non vedono l’ora di liberarsene”. Il candidato sindaco Franco Palumbo risponde così ai manifesti del sindaco uscente Italo Voza affissi sul territorio di Capaccio Paestum.
“Anziché rinchiudersi ore e ore in casa per elaborare dei manifesti incomprensibili - continua Palumbo - esca a confrontarsi con noi sulle idee, sui progetti, sui programmi. Perché si sottrae al confronto? Questo atteggiamento fa emergere ancora di più la loro lontananza dal popolo, il loro rapporto con la gente è fatto di ricatti, minacce e falsità. Si mettano bene in testa che le persone però sono stufe di essere minacciate, di subire pressioni e di ricevere promesse inutili. Voglio farvi una confessione: abbiamo avuto inizialmente delle difficoltà a fare le liste perché molte persone avevano paura di esporsi, candidati delle nostre liste che sono stati finanche minacciati. Vi sembra normale qualcosa del genere in un Paese democratico? Per non parlare poi delle aziende agricole tenute sotto scacco dai quattro bravi del sindaco Voza, che anche in questi giorni hanno ripreso il loro tour con spavalderie e arroganza. Evidentemente, questi signori hanno davvero tanto da perdere, altrimenti non avrebbero speso 30mila euro in sei giorni per degli esperti di comunicazione che mai potranno sopperire alle loro macerie”.
Sui manifesti e sulle promesse, il candidato sindaco Franco Palumbo replica: “Prima mi hanno accusato di essere uno straniero, ora uno speculatore e un menzognero. Si mettano in testa una volta per tutte che io sono figlio di questa terra, figlio di Giungano, di Capaccio Paestum, del Cilento, la mia, la nostra, la vostra terra. Sono pronto a difenderla da ogni bramosia e sete di potere. Io ho un dovere morale verso il popolo di Capaccio Paestum, gente che ha riposto sin dal primo giorno la propria fiducia nei miei confronti. Le mani giù dalla città devono metterle loro, perché non abbiamo governato mica noi fino ad oggi. Hanno monopolizzato Capaccio Paestum, ma hanno capito che amministrare un Comune non significa farsi il proprio orticello? Vorrei chiedere al sindaco uscente Italo Voza dove ha letto o ascoltato di centri commerciali, speculazioni, lottizzazioni, biomasse? Probabilmente evita il confronto pubblico proprio perché sa di essere smascherato, dopo tre secondi, per le tante falsità che dice. Dimostra ancora una volta l’incompetenza e l’incapacità di chi pensa a governare con le chiacchiere. È come il gatto della dispensa, quello che fa pensa”.

“Sono dei disperati allo sbando - conclude il candidato sindaco - che non sanno più a cosa appigliarsi. Vuole costruire il futuro con consiglieri che sono stati più tempo dal notaio per mandarlo a casa che in consiglio comunale. Queste persone hanno messo in ginocchio Capaccio Paestum. Con quale coraggio vogliono parlare di futuro personaggi che fino ad oggi hanno governato. Ma scusate, fino a ieri cosa hanno fatto? Evidentemente sono stati impegnati a coltivare i loro interessi personali. Un’ultima riflessione, seppure già fatta sui palchi, la voglio fare sullo slogan delle tasse al minimo lanciato da Voza. Loro le tasse le hanno portate al massimo a Capaccio Paestum, forse quando dicono minimo si riferiscono al fatto che più di così non possono fare. È semplicemente assurdo, ma il conto alla rovescia è iniziato”.

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