NOTA DELLA CORTE DEI CONTI

Capaccio, complesso Nettuno: Comune avvia azione legale per riaverlo, gestione da affidare con gara pubblica

CAPACCIO PAESTUM. Compendio immobiliare Nettuno nell'area archeologica. La Giunta comunale di Capaccio Paestum retta dal sindaco, Franco Palumbo, ha disposto di avviare un’azione legale diretta mirata "al rientro in possesso dei beni immobiliari, nei confronti dell’Ente per le Antichità e i Monumenti della Provincia di Salerno e di ogni altro possessore o detentore, incaricando allo scopo l’Avvocatura Comunale". La delibera in questione è la n. 257 del 25 luglio 2017.
L’esecutivo ha ordinato al Responsabile del Servizio Finanziario d’iscrivere il complesso nel patrimonio comunale, con relativo aggiornamento dell’Inventario e del Piano di Alienazione, prevedendo in particolare la valorizzazione del compendio attraverso "una gestione affidata con gara ad evidenza pubblica".
Il provvedimento scaturisce dall’ultima nota, inviata all’ente civico, dalla Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania, datata 6 luglio 2017, nella quale si sollecita l’Amministrazione comunale "ad avviare tutte le iniziative necessarie ad evitare l’aggravamento del danno, nonché degli atti necessari ad evitare la continuazione dell’illecito ed a determinare la cessazione", si legge testualmente nella delibera. 
Si tratta di un atto di particolare importanza, quello della magistratura contabile, inviato come "Nota di autotutela doverosa ex art. 52 comma 6 del Codice di Giustizia Contabile”, in quanto rileva, si legge testualmente nella delibera "che la proprietà del compendio in questione è in capo al Comune di Capaccio Paestum", che aveva già rivendicato per le vie brevi, con delibera di Giunta comunale 249/16 sotto l'Amministrazione Voza, la proprietà del complesso.
Inoltre, è evidenziata la sussistenza e preminenza dell’interesse pubblico del bene, rientrante dunque nel patrimonio comunale e di rilevante pregio storico, artistico ed economico, suscettibile di valorizzazione attraverso concessione in gestione mediante evidenza pubblica.
La Procura Generale campana della Corte dei Conti, a fine dicembre 2016, ha esercitato azione risarcitoria in quanto il compendio immobiliare in questione, acquistato dal Comune di Capaccio Paestum dai germani Mansi-Forlani nel 1931, e successivamente donato dall’ente civico con delibera podestarile del n. 112 del 1932 all’Ente morale per gli scavi di Paestum, non è mai stato trasferito allo stesso non essendo mai intervenuta stipula del contratto di donazione.
Attualmente, il compendio immobiliare Nettuno è gestito dagli eredi Pisani, ovvero dalla famiglia della moglie dell’ex sindaco di Capaccio Paestum, Italo Voza.

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