FISSATA UDIENZA PUBBLICA

Capaccio, centrale biometano a Cannito: Tar respinge richiesta di sospensiva della Gea

CAPACCIO PAESTUM. Il Tar di Salerno ha respinto la richiesta di sospensiva, avanzata dalla società Gea s.r.l., del provvedimento, adottato il 7 agosto scorso, con il quale il responsabile del S.U.A.P. del Comune di Capaccio Paestum ha dichiarato “improcedibile l’istanza per la realizzazione di un impianto di produzione 500 smc/h di biometano e ammendanti organici alimentato con sottoprodotti agrozootecnici e matrici vegetali non alimentari, per l’asserita carenza dei requisiti previsti dall’art. 55.1.3 del Regolamento Edilizio Comunale". La Gea, società che ha progettato la centrale in località Cannito (nella foto), si è vista respingere anche la richiesta di sospensiva della nota del 30 agosto scorso del S.U.A.P. che, in riscontro ad apposita istanza di riesame, aveva dedotto che “l’ipotesi progettuale avanzata è di enorme impatto ambientale ed il ricorso alla procedura semplificata è inammissibile in assenza di una relazione dettagliata (…) sull’effettivo impatto ambientale”.
In camera di consiglio, i giudici della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (presidente Francesco Riccio; Maurizio Santise, primo referendario; Valeria Ianniello, estensore) hanno respinto la domanda cautelare con la seguente motivazione: “Il ricorso non si presta ad essere favorevolmente delibato in sede cautelare, posto che le questioni sollevate meritano di essere affrontate nella più idonea sede di merito, per la quale si fissa, sin d’ora, l’udienza pubblica per il 6 giugno 2018”. Dunque, per ora la Gea non potrà iniziare i lavori, con le parti in causa che, in udienza pubblica, potranno presentare ulteriori documenti a sostegno delle rispettive tesi, e poi il Tar si eprimerà con sentenza.
La Gea aveva chiesto, tra l’altro, la sospensiva dell’art. 55.1 del REC nella parte in cui, ai fini dell’ammissibilità della suddetta istanza: “a) il richiedente è imprenditore agricolo; b) l’impianto è finalizzato allo smaltimento delle biomasse di produzione aziendale e non può configurarsi come impianto industriale per il trattamento di biomasse prodotte da terzi; c) in caso di riunione in associazione la partecipazione degli imprenditori agricoli così come definiti alla precedente lettera a) deve essere almeno pari al 75% sia in termini di quote associative possedute, sia in termini di quantità di biomasse conferite”, nonché della delibera n. 6 del 4.3.2016 con la quale il Consiglio comunale di Capaccio Paestum ha aggiunto l’art. 55 al vigente REC, richiamato nei suddetti provvedimenti inibitori.

Questo il commento del sindaco, Francesco Palumbo: “Il Tar non ha fatto altro che confermare quello che avevamo già sostenuto nei nostri provvedimenti di rigetto, ossia che non c’erano e non ci sono le condizioni per realizzare una struttura di quella portata. La Gea s.r.l. aveva chiesto addirittura la sospensiva degli atti e il Tar ha ritenuto non solo che sono legittimi, ma che contengono tutti gli elementi perché questo impianto non venga realizzato. Ovviamente, aspettiamo l’udienza di merito, fissata per il giugno del 2018, ma lo stesso rinvio a otto mesi ci fa capire quanto ci siano state delle forzature per ottenere a tutti i costi l’autorizzazione per la realizzazione d tale impianto. Questo territorio è fermamente tutelato dall’Amministrazione comunale e nessuno si potrà permettere di violentarlo. Ribadiamo che chi vuole svolgere delle attività finalizzate alla risoluzione dei problemi dell’inquinamento sul territorio di Capaccio Paestum debba discuterne con le Autorità territoriali, ambientali e i comitati civici. Bisogna agire con piccoli interventi aziendali che non devono essere mirati al lucro, ma alla risoluzione dei problemi e allo stesso tempo al miglioramento della gestione delle aziende stesse. Invece, questa tipologia di struttura, così come era stata concepita dalla Gea, non tutelava nessuno, né l’ambiente, né il territorio, né le aziende stesse, perché mi risulta che ci sono state anche delle forzature in più direzioni. Su questo chiederò al Comando di Polizia Municipale di fare le dovute verifiche perché vogliamo sapere anche se ci sono state delle violazioni di altra natura rispetto a quelle amministrative. Ripeto, non permetteremo a nessuno di violentare questa terra fantastica”.

commenti