IL FALLIMENTO

Albanella, crac ‘Nuova Contadina’: slitta ancora l'udienza preliminare per i 6 indagati

ALBANELLA. Crac del caseificio ‘La Nuova Contadina’ di Matinella: slitta ancora l’udienza preliminare per decretare, o meno, il rinvio a giudizio degli ex amministratori della società Aminea Otto srl.
Il gup Renata Sessa del Tribunale di Salerno, infatti, dopo il rinvio alla data odierna (stabilito l’8 giugno scorso), ha dovuto prendere atto del difetto di notifica per un altro degli indagati (Cafarelli), rinviando così per la seconda volta, a febbraio 2018, l’esame della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto procuratore Francesco Rotondo della Procura della Repubblica di Salerno, che ha chiesto il processo a carico dei sei ex componenti del Cda, ovvero: Amerigo Marino di Salerno e Michele Oscar Cafarelli di Battipaglia (alternatisi nella carica di presidente); Angelo Maria Carrozza di Altavilla Silentina (vicepresidente); Fioravante De Vivo di Salerno, Emilio Erra di Pontecagnano e Benedetto Ligurso di Pontecagnano (consiglieri).
L’accusa, per tutti, è di bancarotta fraudolenta, per un crac finanziario che ammonta complessivamente ad 8 milioni di euro. L’Aminea Otto di Albanella fu dichiarata fallita il 24 aprile del 2012, dopo aver rilevato, nel 2008, il caseificio ‘La Nuova Contadina' (nella foto) dall’ex proprietario, l’imprenditore Roberto Di Masi, iscrivendo a bilancio una somma di 2 milioni di euro, per tre esercizi consecutivi, calcolati come ‘avviamento’.
Di qui i dubbi sul fatto che l’azienda rilevata fosse davvero in grado di produrre utili ordinari: secondo il sostituto procuratore Rotondo, infatti, quella voce di bilancio fu posta in attivo per ‘gonfiare’ i bilanci in maniera fasulla al fine di ottenere ingenti finanziamenti e prestiti bancari. Un buco finanziario ingente che avrebbe portato la srl a ‘schermare’ le perdite e successivamente all’improvvisa chiusura, spiazzando creditori e finanziatori, rimasti a mani vuote.

commenti