“CONFERMATI NOSTRI SOSPETTI”

Ecoambiente, M5S: "Chiediamo commissariamento società"

SALERNO. “Chiediamo la nomina di un commissario che esautori la società in house Ecoambiente dal produrre ulteriori disastri sulla pelle dei cittadini della provincia di Salerno, in particolare di Battipaglia”. È la posizione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, alla luce dell’inchiesta della Dda di Salerno su Ecoambiente, con l’emissione di 21 avvisi di garanzia. “Abbiamo tristemente constatato, ancora una volta, che i nostri timori rischiano di essere fondati. Così come, ancora una volta, abbiamo compreso perché il nostro grido d’allarme, unito a quello di tantissimi cittadini, sia stato del tutto inascoltato. Per anni abbiamo dovuto fare i conti con un muro di gomma edificato a protezione di un intreccio di interessi e connivenze ad ogni livello. Un sistema costituitosi per lucrare sull’affare spazzatura, con conseguenze incalcolabili per la salute dei cittadini. L’ultima inchiesta della Procura Antimafia conferma i dubbi che abbiamo sollevato fin dal primo momento su presunte anomalie nella gestione del ciclo rifiuti della partecipata Ecoambiente. Ormai non si contano più le inchieste giudiziarie riconducibili alla gestione dei rifiuti nella Provincia di Salerno. Non c'è aspetto gestionale che sia rimasto indenne da indagini, da un bilancio fallimentare, alla gestione degli impianti fino all’affidamento degli appalti. La vertenza di queste settimane contro il piano di ampliamento dell’impianto Stir confermano che la tendenza non accenna a invertirsi. Risulta a dir poco surreale come la Regione Campania, prima di affidare la gestione proprio a Ecoambiemte, non si sia preoccupata di verificare né le sue vicende economiche, né quelle giudiziarie, erogando nove milioni per un impianto da affidare ad una società tecnicamente fallita per gestire il compostaggio a Battipaglia”.

Premesse– sottolinea Cammarano – che rendono ancora più sconcertante lo scenario descritto nelle indagini della magistratura, che ha ricostruito un affare milionario che ruoterebbe attorno a esponenti della politica e dell’imprenditoria, fino a coinvolgere gruppi collegati alla Fiat. Uno scenario che ci racconta di appalti pilotati, di opere per la realizzazione di impianti totalmente diversi da quelli previsti, di procedure anomale e continue deroghe agli accordi contrattuali senza alcuna motivazione, alla luce del quale il commissariamento di Ecoambiente diventerebbe l’unica soluzione attualmente percorribile”.

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