SCINTILLE IN VISTA DEL CONSIGLIO

Capaccio, Commissione d'indagine sui corrotti. Sabatella: "È follia, Palumbo deve fare prima i nomi"

CAPACCIO PAESTUM. Clamorosa presa di posizione del consigliere comunale di opposizione, Luca Sabatella  (nella foto), dopo la convocazione del Consiglio comunale di Capaccio Paestum, in sessione straordinaria, che prevede al punto 7 dell’ordine del giorno l’istituzione di una Commissione d’indagine ai sensi dell’art. 19 del vigente Statuto Comunale. Ad invocarla, infatti, dopo le dichiarazioni rese dal sindaco Palumbo a StileTV e alla stampa in merito ai presunti dipendenti ‘corrotti e delinquenti’, era stato lo stesso Sabatella, con un’interrogazione a risposta scritta protocollata il 19 gennaio scorso.
Questa mattina, però, dopo aver appreso l’odg, il consigliere di minoranza ha protocollato un’altra comunicazione, indirizzata alla conferenza dei Capigruppo e al segretario comunale, Andrea D’Amore, quale responsabile comunale funzionale dell’Anticorruzione, nella quale spiega “di essere assolutamente contrario all’ipotesi di una commissione d’indagine, in quanto il Consiglio comunale non ha alcun competenza perché la materia è devoluta, per legge, al responsabile e dell’Anticorruzione” aggiungendo che “una Commissione d’indagine, in questa fase, è un atto illegittimo nonché inopportuno” in quanto la necessità “nasceva solo a seguito della relazione del segretario comunale e della risposta scritta del Sindaco”. Interpellato dalla nostra emittente su quello che sembra un dietrofront, Sabatella precisa: “È pura follia, perché si tenta di ribaltare l’ordine delle cose: è il Sindaco a dover fare per primo i nomi di corrotti e delinquenti che ha detto di sapere tanto da annunciare licenziamenti già a gennaio, dopodiché ben venga la Commissione d’indagine, che così riscontrerà la condotta delle persone e dei fatti indicati dal Sindaco o dal segretario comunale”.

Riportiamo, di seguito, il testo integrale del documento protocollato, stamane, dal consigliere Sabatella.

“Il sottoscritto consigliere comunale Luca Sabatella, nell’attesa di ricevere la risposta scritta all’interrogazione presentata al:
- Sindaco di Capaccio Paestum quale autore delle dichiarazioni e responsabile politico istituzionale del comune ;
- al Segretario del Comune di Capaccio Paestum quale Responsabile funzionale , a norma di legge , per la trasparenza e la prevenzione della corruzione affinché nell’ambito delle sue specifiche, dirette e incontrovertibili competenze organizzative riferisca in ordine alle dichiarazioni del Sindaco circa la presenza, a suo dire, di dipendenti corrotti e delinquenti nella struttura amministrativa e tecnica del comune di Capaccio Paestum;

Visti
- il Dlvo n. 267/2000;
- lo Statuto Comunale; 
- il Regolamento di Consiglio Comunale;
- la legge n. 190/2012;
- il Dlvo n. 33/2013;
- il Dlvo n. 97/2016;

rileva di essere assolutamente contrario all’ipotesi di una commissione d’indagine in quanto il Consiglio Comunale non ha alcun competenza perché la materia è devoluta per legge al Responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione che nel comune di Capaccio Paestum è il Segretario Comunale, il quale ha l’obbligo di inviare all’ANAC la relazione annuale sull’anticorruzione nella quale deve indicare espressamente se vi sono stati episodi di corruzione a carico di dipendenti comunali indicando i procedimenti assunti nei loro confronti.
La costituzione - in questa fase ed in considerazione del contenuto della detta Relazione (con invito formale al Segretario di allegarla agli dell’interrogazione e del consiglio comunale) - di una Commissione d’indagine è un atto illegittimo nonché inopportuno.
Saranno il Sindaco, autore delle dichiarazioni che tanta ombra hanno gettato sull’attività amministrativa del comune, ed il segretario, responsabile per legge, a chiarire ed a rispondere.
Si intende che nel rispetto della legge e dei contratti collettivi di lavoro nonché delle norme che hanno introdotto modifiche che se il Segretario o meglio la Relazione Annuale dovessero indicare episodi di corruzione il sottoscritto non si oppone alla costituzione della commissione anche per chiarire quali attività siano state svolte per la tutela della legalità del Consiglio Comunale e soprattutto per individuare quegli atti, gare, permessi, provvedimenti, procedimenti frutto di dolo e/o corruzione che vanno annullati in autotutela.
Altrimenti dovremmo tutti dedurre che il Sindaco dimentica che la campagna elettorale è finita, in quanto l’opportunità di una costituzione di una commissione speciale nasceva solo a seguito della relazione del segretario comunale e della risposta scritta del Sindaco”.

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