STRADE COLABRODO

Capaccio, l’asfalto si sbriciola e le buche diventano crateri: cittadini esasperati

Alfonso Stile
09 marzo 2018 20:23

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CAPACCIO PAESTUM. Tornano a sbriciolarsi come il pane le strade di Capaccio Paestum. È bastato il maltempo degli ultimi giorni per far diventare crateri decine di buche sull’asfalto, facendo ritornare a galla una problematica che, da tempo, interroga i cittadini. Numerose, infatti, le segnalazioni giunte alla nostra redazione, dal centro città alle contrade rurali. Eccole tutte: in Via Porta Giustizia, nella curva a pochi passi della stazione ferroviaria di Paestum, c’è una buca enorme al centro della carreggiata (nella foto); in Viale della Repubblica, tra la rotatoria ed i semafori, tre fossi consecutivi in pochi metri; in Piazza Santini, nel tratto davanti all’ex cinema Myriam, la strada è diventata un colabrodo; al Cafasso c’è una caterva di buche a pochi metri dallo svincolo sulla SS18; da Via Filette Vignone a Via La Pila il percorso è ad ostacoli; da Spinazzo fanno presente che in Via della Cascina, Via del Contado e Via Torricelle sembra caduta una pioggia di meteoriti; da Gromola, infine, ricordano che la situazione è la stessa da trent’anni. Non manca l’impegno dell’Amministrazione Palumbo nel rincorrere le buche ‘rattoppandole’ al meglio, ma non basta a placare l’esasperazione dei cittadini, riportando alla mente l’inchiesta giornalistica che StileTV ha condotto, nel febbraio del 2013, trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Salerno dall’allora Amministrazione Voza, che avviò una verifica degli appalti disponendo opportuni carotaggi, riscontrando allarmanti anomalie. Da allora sono passati 5 anni, ma le strade continuano a sbriciolarsi… Perchè?

IL PREOCCUPANTE PRECEDENTE
Riportiamo integralmente, di seguito, gli articoli salienti dell’inchiesta pubblicata dalla nostra emittente.

20 FEBBRAIO 2013
CAPACCIO PAESTUM. Appalti difformi dai progetti originali e cantieri fuorilegge allestiti in maniera irregolare: finiscono sotto accusa diversi lavori pubblici realizzati dal Comune di Capaccio negli ultimi anni (…). Alcuni imprenditori capaccesi, infatti, lamentano da tempo una sorta di ‘concorrenza sleale’, imperniata sull’esecuzione di lavori in maniera difforme da quanto previsto nei Capitolati d’appalto, sull’affidamento di subappalti a ditte che sarebbero prive dei dovuti requisiti di legge, sull’impiego di presunta manodopera in nero e sull’utilizzo di materiali scadenti o mancanti: una prassi che porterebbe alla consegna, poi, di opere non eseguite a regola d’arte tanto da costringere sovente l’ente civico, e quindi l’Ufficio Tecnico, a disporre continue varianti in corso d’opera a danno delle casse.
“Alcune ditte che vengono da fuori a svolgere lavori sul nostro territorio – affermano all’unisono alcuni titolari di aziende edili e non solo della zona, che preferiscono restare anonimi temendo ritorsioni e di non lavorare più – operano in maniera del tutto ‘particolare’, se così possiamo dire, principalmente quelle che vengono dal Napoletano e dal Casertano, ma anche qualcuno della zona”.
Nel mirino, ci sarebbero anche certi ribassi praticati per aggiudicarsi i pubblici incanti, giudicati stranamente alti: “Non possiamo competere, è inutile proprio che partecipiamo – racconta un altro titolare – ma ogni volta ci chiediamo com’è possibile lavorare su quelle cifre, soprattutto in subappalto, che spesso diventano contentini per qualche piccola impresa della zona o per farci stare buoni; di certo non sono più bravi di noi, infatti poi i lavori non vengono fatti bene ed il Comune deve rimetterci spesso altri soldi, che fanno aumentare il costo delle opere pubbliche nella nostra cittadina”.
Accuse gravi e lamentele mirate tutte da verificare, ovviamente. Intanto, però, gli imprenditori edili capaccesi continuano a porsi altre domande: “Ma i tecnici e funzionari preposti, effettuano e dispongono i dovuti controlli? I collaudi sono tali? Venga con noi, le facciamo vedere coi suoi occhi…”. Iniziamo così un giro in varie contrade di Capaccio: “Guardi qui… ma veramente non si accorgono che certe strade, anche appena rifatte, si sbriciolano come il pane? Che materiali vengono usati?” (…).

25 FEBBRAIO 2013
CAPACCIO. In merito all’articolo pubblicato dall’emittente StileTV in data 20 febbraio 2013, l’Amministrazione comunale di Capaccio, per salvaguardare il proprio operato e per non dare adito a basse speculazioni, questa mattina ha deciso di inviare copia dell’articolo alla Procura della Repubblica di Salerno affinché valuti se ci sono reati da perseguire in ordine agli appalti di cui parla (...).


26 FEBBRAIO 2013
Dopo aver segnalato alla Procura della Repubblica di Salerno il caso (…), l’Amministrazione comunale retta dal sindaco, Italo Voza, inizia a passare al setaccio le opere pubbliche in corso di realizzazione sul territorio.
La prima a finire sotto i riflettori è quella relativa al rifacimento di Via Magna Graecia, nel tratto che da Borgonuovo conduce all’area archeologica. Asfaltata appena pochi anni fa, la strada è stata interessata, di recente, da nuovi lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, in quanto l’asfalto si era sbriciolato rendendo necessari numerosi rattoppi, tanto da risultare sconnessa con buche e molti tombini non più a livello. Un appalto da circa 350mila euro aggiudicato all’impresa Impregivi Srl di Afragola (Na) con il massimo ribasso offerto (13,20% sull’importo a base d’asta).
La Commissione comunale di controllo e garanzia, infatti, ha chiesto alla ditta esecutrice di effettuare nuovi carotaggi poiché il manto stradale presenterebbe alcune anomalie e non sarebbe stato realizzato, in alcuni punti, secondo adeguati criteri. Attraverso una nota scritta, è stato chiesto all’ing. Carmine Greco, responsabile del procedimento, di riverificare i lavori eseguiti dalla ditta napoletana aggiudicataria dell’appalto, anche in virtù del fatto che, come attraverso apposita delibera, la Giunta comunale ha approvato una perizia di variante per aspetti di dettagli finalizzati al miglioramento dell'opera e della sua funzionalità, proposta dalla Direzione Lavori (composta dall’ing. Carmine Landi e dal geom. Franco Lombardo) il 26 ottobre 2012, ovvero un mese dopo la consegna dei lavori, avvenuta il 24 settembre 2012.
Il consigliere Maurizio Paolillo, componente della Commissione, afferma: “Le irregolarità del manto stradale ci sembrano evidenti, l’asfalto non appare steso in maniera uniforme essendoci sgranature in alcuni punti. Lo spessore, infatti, non ci sembra quello previsto, ovvero è inferiore ai 4 centimetri previsti (…); chiederemo di analizzare i lavori eseguiti anche in Via Terra delle Rose, Via Porta Giustizia e Via Poseidonia, dove l’asfalto sta già cedendo nonostante sia stato steso da poco tempo”.

15 MARZO 2013
CAPACCIO. Questa mattina, sono stati effettuati, lungo Via Magna Graecia a Capaccio, i nuovi carotaggi disposti dall’Amministrazione comunale, in quanto, a seguito di numerose segnalazioni pervenute al Comune così come evidenziato dalla nostra emittente, i lavori lungo l’importante arteria stradale non sarebbero stati eseguiti correttamente, come da Capitolato, dalla ditta aggiudicataria dell’appalto. Quattro i consiglieri comunali delegati ai controlli, ovvero Maurizio Paolillo, Giuseppe Tommasini Arenella, Nino Pagano e Franco Tarallo, che, insieme al capocantiere e ad un responsabile della ditta, hanno effettuato i dovuti controlli: nei quattro punti (su 10) richiesti dal Comune, è stato puntualmente riscontrato che lo spessore d’asfalto steso è inferiore agli standard previsti per legge e nel progetto (infatti si è già sbriciolato), mentre in altre zone scelte dall’impresa, è risultato invece più abbondante anche se non previsto. I consiglieri, così, hanno contestato tali anomalie richiedendo l’uniformità dello spessore; di contro, la ditta sostiene che il risultato del campionamento va calcolato riportando la media dei carotaggi, sostenendo pertanto che è tutto regolare. Si è passati così alla verifica dei tombini dislocato lungo la strada, la maggior parte dei quali sono risultati non in piano con la superficie, creando dissesti che, alla lunga, causerebbero il cedimento degli stessi. Ma anche qui, la ditta afferma, a propria discolpa, che nel Capitolato non ne sarebbe stata specificata la modalità di posa in opera, riservandosi di contestarlo ai progettisti. Sul posto anche il collaudatore nominato dall’Utc, l’ing. Tudisco, che redigerà apposito verbale dei controlli. Assenti invece il rup, ing. Carmine Greco, ed il direttore dei lavori, ing. Carmine Landi.

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