URGE RIATTIVARE IMPIANTO

Capaccio, dissequestro bis per il depuratore: braccio di ferro Comune-Veolia

Alfonso Stile
04 maggio 2018 18:56

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CAPACCIO PAESTUM. La Procura della Repubblica di Salerno ha disposto nuovamente il dissequestro temporaneo del depuratore di Capaccio Paestum per 30 giorni: il nuovo provvedimento a firma del sostituto procuratore, Marinella Guglielmotti, rettifica di fatto quanto stabilito nella precedente autorizzazione alla rimozione dei sigilli, rilasciata il 20 aprile scorso, in favore della Veolia Water Technologies, su richiesta dei legali della società, per completare le attività di manutenzione straordinaria, completamento e collaudo dell’impianto al fine ristabilire il ciclo di depurazione.
Tali lavori erano subordinati al rilascio di apposita autorizzazione anche da parte del Comune di Capaccio Paestum, ente proprietario del bene, il quale però, con apposita delibera di Giunta comunale, approvava il ‘Piano per la riattivazione dell’impianto’ autorizzando solo i lavori di ripristino funzionale della vasca A.
Un braccio di ferro Comune-Veolia sul da farsi che, per 10 giorni, aveva costretto la Procura a riapporre i sigilli all’impianto, per poi rimuoverli provvisoriamente di nuovo stamane, in accoglimento dell'istanza dei legali del Comune, gli avv. Riccardo Ruocco e Gaetano Di Vietri, delegando ai militari della Guardia Costiera di Agropoli, coordinati dal comandante Gianluca Scuccimarri, di eseguire il secondo dissequestro, in ragione di quanto esposto appunto dall'ente: dunque, la Veolia potrà soltanto eseguire i lavori autorizzati dall’ente.
In sostanza, la Veolia aveva chiesto di riattivare la linea A con l’uso dei noti filtri carriers, il Comune invece ha imposto il ritorno alla tecnologia tradizionale ovvero secondo lo schema classico di trattamento dei fanghi attivi senza l’uso dei dischetti bianchi. Questo per due motivi: il primo è di ordine meramente tempistico, in quanto tale intervento garantisce che l’impianto torni a funzionare correttamente entro i 30 giorni e quindi entro l’imminente stagione estiva; il secondo, per evitare che si possano ripetere fenomeni di malfunzionamento tali da generare nuovamente il fenomeno di fuoriuscita dei dischetti bianchi carriers e relativo sversamento in mare, la cui cause ad oggi non sono state ancora appurate ed essendo in corso, al riguardo, un’indagine della Procura.
Una presa di posizione, quella del Comune, a tutela degli interessi dell’ente, che potrebbe rivalersi sulla Veolia nel caso in cui venisse accertato che la famosa fuoriuscita di milioni di filtri carrier sia stata causata da lavori errati all’impianto e non dalla non corretta gestione dello stesso, cui è deputata invece la Paistom.
Curiosità: il colosso Veolia Waters è difeso, nella diatriba, dal noto avvocato Luigi Chiappero, legale di fiducia della società di calcio della Juventus.

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