ASSISE INFUOCATA

Capaccio, Palumbo: “Avanti a costo della mia poltrona, nessuno mi tirerà per la giacca”

Redazione
09 ottobre 2018 22:10

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CAPACCIO PAESTUM. Com’era prevedibile, è stato un Consiglio comunale infuocato quello di stasera a Capaccio Paestum, trasmesso in diretta come sempre da StileTV e dove non sono mancate dichiarazioni drastiche e prese di posizione forti da parte di diversi componenti della maggioranza, con il sindaco Franco Palumbo che, a fine assise, ha richiamato tutti alla coesione precisando che non cederà ad alcun ricatto o compromesso politico nel portare avanti la propria azione amministrativa “a costo della poltrona”. Un confronto duro innescato dalla lettera aperta ai cittadini dello scorso 2 ottobre di sei consiglieri di maggioranza (Alfonsina Montechiaro, Pasquale Accarino, Fernando Maria Mucciolo, Angelo Merola, Francesco Petraglia ed il presidente dell’assise civica Carmelo Pagano) e la successiva risposta del sindaco. Nello spazio dedicato alle comunicazioni è Pagano ad attaccare: “Sono stanco di parole alle spalle, di tante accuse che mi vengono rivolte anche sui social, alle quali voglio replicare affermando che non sono un tangentista o un delinquente, mi sono stufato di questi mormorii da parte di colleghi di maggioranza che poi altri vengono a riferirmi”. Il dibattito s’accende, con il consigliere Crescenzio Franco a porre sul tavolo della discussione anche le possibili dimissioni dello stesso Pagano, mentre dall’opposizione Pia Adinolfi ribadisce, come già fatto in una nota stampa: “S’apra una nuova fase”. Dalla minoranza, anche Luca Sabatella chiede all’Amministrazione “di fare chiarezza dopo le parole espresse da Pagano e da esponenti della maggioranza stessa, il popolo ha diritto di sapere se c’è ancora un’Amministrazione unita”. Non va per il sottile nemmeno il vicepresidente del consiglio comunale, Giovanni Piano: “Prendo le distanze dal documento politico firmato da Pagano e da altri consiglieri, atto mediaticamente scorretto, anche se non ho nulla contro la persona Pagano, che più volte ho difeso pubblicamente e pure nei bar, anche davanti a persone che mi dicevano che è il Pagano di sempre, il Pagano che da trent’anni fa sempre il medesimo gioco politico”. Subito dopo l’intervento di Piano, però, lo stesso Pagano commenta ironico: “Sei un attore, si vede che ti devi candidare alla Provincia, io invece non ho candidature di cui preoccuparmi”. Il giovane consigliere Cirone prova a spegnere il fuoco della polemica interna così: “Ricordiamoci di fare gli interessi della città che tutti amiamo”. A prendere la parola è poi il sindaco Palumbo: “Invito i consiglieri ad una condotta politica più corretta, anche nel comunicare all’esterno le proprie posizioni, sottolineando che la mia guida sarà sempre all’insegna della legalità e del rispetto del voto popolare, per continuare a servire una comunità che mi ha scelto per dare una svolta drastica rispetto al passato, cosa che abbiamo iniziato a fare portando a casa 20 milioni di euro in decreti, cosa che mai a nessuno è riuscita in passato. Invito dunque i consiglieri ad interfacciarsi con il sindaco prima di trasmettere all’esterno segnali che lasciano i cittadini perplessi, perché la gente ha bisogno di risposte e non di polemiche; ovviamente, anche se qualcuno ogni tanto scantona, alla fine è importante confrontarci tra noi sempre per onorare il patto con i cittadini; personalmente, e sia ben chiaro a tutti, andró avanti sulla strada tracciata per dare quella svolta che la gente si aspetta, a costo della mia poltrona, nessuno mi tirerà per la giacca”. La chiusura è di Pagano: “Anche io non tengo alla mia poltrona, non ci ho mai tenuto. Anche con Voza passai all’opposizione perché non ero d’accordo su certe scelte, ho firmato il documento con altri consiglieri perché lo ritengo giusto, lo farei domani anche se la minoranza presentasse documenti che condivido. Quindi, se qualcuno pensa di sfiduciarmi faccia pure, ma credo che questa sera il sindaco abbia usato i toni adatti e che ogni divergenza sia rientrata, è stata fatta chiarezza”.

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