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Agropoli, sgominato clan degli zingari: 18 arresti, in carcere i capi storici

Alfonso Stile
30 novembre 2018 07:17

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AGROPOLI. Durissimo colpo dei carabinieri della Compagnia di Agropoli al clan Marotta. I militari cilentani agl'ordini del cap. Francesco Manna (clicca qui), a seguito di un blitz condotto alle prime luci dell’alba di stamane, hanno disarticolato il pericoloso sodalizio rom cittadino, meglio noto come ‘clan degli zingari’: 22 in tutto le misure cautelari eseguite nell’ambito di un’operazione complessa, durata diversi mesi, coordinata dalla DDA della Procura della Repubblica di Salerno e condotta dagli uomini del NORM guidato dal m.llo Carmine Perillo: 11 le persone finite in carcere tra cui i capi storici, 7 ai domiciliari, 4 obblighi di dimora. Di seguito i nomi e le misure applicate:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
Cesarulo Enzo alias ‘Cavallaro’, 52 anni
Cesarulo Anna, 45 anni
Dolce Antonio alias ‘Capone’, 52 anni
Dolce Carmine alias ‘Maruzziello’, 42 anni
Marotta Donato alias ‘Papesce’, 54 anni
Marotta Vito alias ‘Dumbone’, 26 anni
Marotta Vito alias ‘Corleone’, 35 anni
Marotta Vito, 28 anni
Marotta Fiore, 49 anni
Marotta Silvana, 45 anni
Petrilli Anna, 47 anni

ARRESTI DOMICILIARI
Cesarulo Carmine alias ‘Cavallaro’, 32 anni
Marotta Gerardo, 41 anni
Marotta Isabella, 44 anni
Marotta Silvana alias ‘Silvanella’, 35 anni
Del Giudice Antonio alias ‘Jack’, 70 anni
Akimova Inna, 42 anni
Petrillo Isabella, 22 anni

OBBLIGO DI DIMORA
Marotta Emanuel, 27 anni
Marotta Filomena, 25 anni
De Martino Mario, 50 anni
Kachmar Iryna, 25 anni

IL COMUNICATO STAMPA DEI CARABINIERI

Ad Agropoli, nella mattinata, i Carabinieri del R.O.S. di Salerno, in collaborazione con la Compagnia Carabinieri di Agropoli, guidata dal capitano Francesco Manna, all’esito di un’articolata attività investigativa, su richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Gip. di Salerno, nei confronti di venticinque soggetti appartenenti ad una comunità rom, da molti anni stanziata nella cittadina cilentana, in particolare alle famiglie Marotta e Cesarulo.

Sono state eseguite undici ordinanze di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, sette ordinanze di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari e sette ordinanze di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora, nei confronti degli indagati ritenuti responsabili dei reati di cui all’art.416 c.p. associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio e contro la persona, artt.610 e 629 c.p., aggravati ex art.416 bis.1 c.p. (già art.7 L.203/91) violenza privata ed estorsione commessi con aggravante di aver agito con le modalità tipiche delle associazioni mafiose, ovvero avvalendosi della forza d’intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizione di assoggettamento che ne deriva. Le indagini, sviluppate attraverso attività tecnico-intercettive e l’esecuzione di servizi dinamici di osservazione, integrati dall’acquisizione di informazioni testimoniali, permettevano di delineare un consistente quadro probatorio in ordine alla sussistenza del vincolo associativo tra gli intranei al gruppo indagato che, da numerosi anni, controllava la cittadina a forte vocazione turistica di Agropoli, autofinanziandosi attraverso l’esecuzione di sistematici furti con destrezza compiuti presso gioiellerie presenti su tutto il territorio nazionale, l’esecuzione di furti all’interno di autovetture ed il riciclaggio dei proventi ottenuti, l’illecita introduzione nei circuiti bancari finalizzata all’accredito fraudolento di somme di denaro. E’ stata accertata la commissione di una lunga serie di reati contro la persona, consumati nell’area di Agropoli, a danno sia di privati cittadini che di appartenenti alle Forze dell’Ordine e di amministratori pubblici, che evidenzia la spiccata propensione all’intimidazione nei confronti della popolazione locale e lo spregio nei confronti dell’autorità costituita da parte degli appartenenti al sodalizio, determinando, negli anni, un potere d’intimidazione complessivo che ha fortemente inciso sul tessuto sociale della cittadina di Agropoli.

Minacce ai carabinieri e al sindaco Coppola
Difatti, nell’arco temporale osservato, si è accertato che i predetti, forti della notoria appartenenza al gruppo indagato, particolarizzante numeroso e coeso, si sono resi responsabili anche di gravi atti minatori ed intimidatori, anche con minacce di morte, ai danni del coordinatore unico del cantiere di Agropoli della società operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani della città, al fine di essere assunti nelle vesti di dipendenti stagionali, di essere adibiti a mansioni “gradite” e di non essere sanzionati per le continue assenze ed i costanti inadempimenti commessi nell’esercizio dell’attività lavorativa; di militari in servizio presso la Compagnia Carabinieri di Agropoli, al fine di costringerli ad omettere o alleggerire i controlli del Comando CC di appartenenza eseguiti in direzione delle condotte delittuose riconducibili ai componenti del gruppo indagato; del primo cittadino di Agropoli, con lo scopo di costringerlo a ricevere le loro “delegazioni” senza preavvisi o appuntamenti, ad evitare che taluni appartamenti di recente confiscati fossero adibiti a finalità pubbliche, ad assegnare indebitamente ad appartenenti alla comunità posti di lavoro a tempo indeterminato.

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