SENTENZA DI PRIMO GRADO

Capaccio, usura: consigliera comunale Montechiaro condannata a due anni

Redazione
07 dicembre 2018 08:30

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CAPACCIO PAESTUM. Usura ai danni di un imprenditore agricolo di Capaccio Paestum. Il gup Ubaldo Perrotta del Tribunale di Salerno ha condannato tre persone: si tratta dei capaccesi Nellina Montechiaro  (nella foto), attuale consigliera comunale di opposizione, al marito Riccardo Gregorio e Lucio Morlano. A tutti gli imputati è stata comminata una pena in primo grado a due anni con rito abbreviato (pena asospesa), 4mila euro di multa, una provvisionale pari a 20mila euro ed al risarcimento dei danni alla vittima, costituitasi parte civile: si tratta dell’allevatore Giuliano Gianpiero, difeso dagli avvocati Paolo Carbone e Genserico Miniaci. A marzo, invece, nel procedimento penale incardinato presso la seconda sezione penale di Salerno, dei medesimi reati dovranno rispondere Giovanni Montechiaro, nipote della consigliera, e Melchiorre Marrazzo, per i quali si è proceduto separatamente avendo scelto il rito ordinario.
Il gup Perrotta, inoltre, ha disposto la confisca (tra denaro e beni nella disponibilità degli imputati) per 486.913,27 euro. La vicenda trae origine da una serie di prestiti concessi a Giuliano: la Montechiaro, Morlano e Gregorio, in concorso con Giovanni Montechiaro e Marrazzo, a fronte di un prestito pari a 157mila euro, avrebbero preteso interessi che la pubblica accusa ha ritenuto usurari, con un tasso annuo calcolato al 136%. L’allevatore fu costretto, dal 2005, a cedere dapprima 130 bufale a fronte di due debiti con gli imputati per 57mila euro che non riusciva più ad onorare: si ritrovò a pagare, infatti, rate mensili di 2.100 euro. La consigliera Nellina Montechiaro, nello specifico, è coinvolta nel terzo caso di usura risalente al tra il 2009 e il 2011, quando l’allevatore, trovandosi ancora in difficoltà, chiese un ulteriore prestito di 100mila euro per il tramite di Giovanni Montechiaro: un debito che, secondo quanto riferito dalla vittima, arrivò a sfiorare il mezzo milione di euro con gli interessi applicati, costringendolo di fatto a denunciare tutto alle forze dell’ordine. Entro 90 giorni il giudice motiverà la sentenza e la difesa potrà proporre appello (nel collegio difensivo l’avv. Michele Sarno) al verdetto di primo grado.

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