COSA DICE ORDINANZA CIVILE

Consorzio: respinta opposizione al decreto ingiuntivo, ma Fraiese resta incandidabile

Alfonso Stile
08 dicembre 2018 09:46

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CAPACCIO PAESTUM. “Il signor Vincenzo Fraiese dovrebbe conoscere a memoria cosa sancisce lo Statuto consortile, visto che è stato presidente a lungo, quindi dovrebbe sapere molto bene quali sono le regole ed essere il primo a rispettarle, invece diffonde alla stampa notizie distorte sul suo contenzioso con l’ente, forse perché lo rende incompatibile e quindi non candidabile alle prossime elezioni. Invitiamo la redazione di StileTV, sempre così attenta nel raccontare le vicende del territorio e del nostro Consorzio, a specificare bene cosa dice l’ordinanza del giudice civile, quella che Fraiese definisce ‘sentenza’ in maniera impropria e inesatta”: questo il testo della lettera pervenuta alla nostra redazione ed a firma di diversi consorziati, in merito alla vertenza in atto tra l’ex presidente e il Consorzio Bonifica di Paestum.
Ordinanza alla mano (è la n. 5234/2018), di fatto il Tribunale rigetta l’opposizione dell’ente alla provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo presentato dai legali dell’ex presidente finalizzato all’ottenimento di circa 90mila euro d’indennità di carica arretrate, ma fissa al giugno del 2019 l’udienza per stabilire, nel merito, la legittimità della retroattività di tali compensi.
Il giudice Francesca Iervolino della seconda Sezione civile del Tribunale ordinario di Salerno, infatti, ha rigettato l’opposizione del Consorzio Bonifica Paestum, che con apposita istanza presentata dal legale difensore, il noto prof. Sergio Perongini, contestava l’illegittimità delle delibere n. 204 e 501 del 2015 con le quali venivano liquidate, in maniera retroattiva, indennità di carica relative agli anni 2010 e 2011, in quanto adottate in violazione della circolare n. 5/2000 del Ministero degli Interni. Una circolare suffragata da un parere del Consiglio di Stato (n. 30 del 1995), sul principio che tali indennità non sono assimilabili ad una retribuzione, con conseguenza dell’illegittimità della delibera consortile con la quale gli ex amministratori consortili si auto-liquidavano indennità di carica in modo retroattivo.
Il giudice civile, fissando la valutazione di tali ragioni nel merito, ha ritenuto però che “le argomentazioni difensive dell’opponente appaiono prive di fondamento e non consentono di formulare una prognosi di fondatezza, seppure parziale”, visto peraltro che la parte opponente non ha documentato alcun pericolo derivante dall’esecuzione del decreto ingiuntivo per quanto riguarda “le precarie finanze del Consorzio Bonifica Paestum”.
L’ex presidente Fraiese, dunque, potrà richiedere all’ente il versamento delle spettanze arretrate, in attesa che il Tribunale civile emetta sentenza di merito: tuttavia, la sussistenza ed il prosieguo di tale contenzioso lo rende incompatibile e, dunque, non potrà ricandidarsi alla guida dell’ente alle prossime elezioni consortili o entrare a far parte del Consiglio di deputazione, e comunque fino a quando la lite non sarà risolta in maniera definitiva.

COSA DICE LO STATUTO CONSORTILE
Lo Statuto del Consorzio Bonifica di Paestum, all’art. 10 - lettera H, in merito alle cause di ineleggibilità ed incompatibilità, specifica che non possono essere eletti nel Consiglio dei Delegati “coloro che hanno liti pendenti con il Consorzio”. Incandidabili, secondo il medesimo articolo, anche: gli interdetti e gli inabilitati; i falliti; gli interdetti dai Pubblici Uffici; coloro che hanno riportato condanne o sono sottoposti a misure che non consentono le iscrizioni nelle liste elettorali politiche, salvi gli effetti della riabilitazione; i dipendenti della Regione cui competono funzioni di controllo sull’amministrazione del Consorzio; i dipendenti a qualsiasi titolo dell’ente; coloro che gestiscono il denaro consortile o che, avendolo gestito, non ne hanno reso conto; coloro che eseguono opere per il Consorzio; coloro che hanno un debito liquido ed esigibile verso l’ente.

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