LA REPLICA

Capaccio, Di Gregorio spegne Mazza: "Mercenario della politica locale"

Comunicato Stampa
29 dicembre 2018 16:18

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CAPACCIO PAESTUM. In merito alle dichiarazioni rilasciate a StileTV dall’ex consigliere comunale Pasquale Mazza, riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la seguente replica a firma dell’arch. Lucido Di Gregorio (nella foto):
Solo da poco ho avuto modo di leggere l’intervista rilasciata a StileTV da Pasquale Mazza per la quale non posso non chiarire alcune questioni in ragione dei contenuti e delle domande poste in modo diretto alla mia persona. Dal momento che lo conoscono tutti per essere stato coinvolto già in passato in analoghe vicende, ritengo di non nutrire alcun odio nei confronti di nessuno e men che meno nei suoi o in quello dei suoi elettori, come da lui affermato. Ammetto di non essere sorpreso più di tanto per le sue esternazioni, soprattutto in quanto cultore ed esperto della mediazione immobiliare che talune volte eleva disinvoltamente a teatralità della mediazione politica. Insomma, in questo si afferma come un vero e proprio mercenario della politica locale e per molti versi un veterano. È risaputo che le menzogne in politica sono spesso assegnate al libero arbitrio, ma in questo caso credo non ci siano limiti, neanche alla decenza. Affermare una qualsiasi cosa oggi e l’esatto contrario anche solo dopo qualche ora, per lui diviene cosa naturale, disinvolta e spontanea, al punto da esaltarlo e da renderlo persino orgoglioso di se stesso e delle sue gesta: evidentemente sono esempi di buone pratiche che intende trasferire ai propri figli. Fino a qualche giorno addietro ha affermato che Palumbo era il sindaco migliore che Capaccio abbia mai avuto, oggi afferma che è finita una dittatura. In queste faccende è davvero un artista. Per tutti coloro che non hanno avuto modo di conoscere le vere ragioni delle sue recenti scelte, potrebbe addirittura apparire un eroe. E in un certo senso immagino lo sia, dal momento che chiunque dovesse arrivare a fare della menzogna una ragione di vita, alla fine essa stessa diviene una verità, soprattutto davanti allo specchio. Ma in questo credo possa stare sereno perché ritengo che non sia solo, piuttosto in ottima compagnia di tanti altri colleghi consiglieri, al punto da poter impiantare financo una congrega di millantatori scalzi, di veri e propri professionisti di pinocchiate politiche abituali. Poi, a seguire le domande dirette a me quale dirigente dell’area tecnica. Ammetto che l’ignoranza crassa sopita mi preoccupa, ma quando è tanto evidente mi indigna, e non poco. Procediamo per ordine. Il consigliere Lucio Conforti frequentava gli uffici in ragione del suo mandato e non potevo certo impedire l’esercizio delle sue funzioni istituzionali. Ciò non toglie, che qualsiasi consigliere abbia avuto libero accesso all’ufficio a me assegnato. Semmai non vedo perché tecnici, cittadini o consiglieri comunali dovessero accedere liberamente proprio agli uffici operativi, laddove continuamente vi sono istruttorie in corso e dati sensibili facilmente acquisibili dai plichi lasciati liberi sui tavoli. Considerato che la vigente normativa sulla Privacy tutto ciò non lo consente, spieghi l’ex consigliere Mazza a che titolo un qualsiasi consigliere debba potere accedere agli uffici operativi in cui si svolgono le istruttorie, quando può essere esposta ogni questione al dirigente di settore. Del resto egli sa benissimo di essersi recato più volte presso l’ufficio dirigente per chiedere notizie e spiegazioni sullo stato di alcune pratiche edilizie, per le quali ovviamente mi sono doverosamente limitato a dare esclusivamente informazioni sullo stato del protocollo e null’altro. Mi ricorda che non era un ufficio mio personale, ma un ufficio pubblico. Certo che è così, e proprio per questo ho sentito la responsabilità di un riordino, di affermare delle regole per evitare che diventasse un mercato delle vacche! E poi, “perché non ci hai fatto vedere il preliminare di PUC prima di presentarlo?”. Beh, con questa affermazione ritengo che si raggiunga il delirio assoluto. Trattandosi di un preliminare da approvare in Giunta entro dicembre, mi chiedo cosa si dovesse vedere in anticipo se non la documentazione prodotta e messa a disposizione di tutti. Il preliminare di PUC altro non è che il recepimento dell’atto di indirizzo approvato in consiglio comunale e riportato nei documenti di pianificazione, laddove è garantito il momento partecipativo, attraverso l’acquisizione di contributi da parte di tutti e in modo particolare dei soggetti competenti in materia ambientale. Se l’ex consigliere Mazza e qualche altro suo collega intendevano trovare in questa fase già terreni edificabili da potere semmai anche negoziare, è evidente che hanno sbagliato tempi e modi. Allo stato era da rispettare una precisa scadenza, sulla base di una documentazione preliminare rappresentata dai quadri conoscitivi, Rapporto ambientale e Documento di programmazione. Fine della giostra! Ma in fondo diciamo che conoscere un po’ di norme e qualche procedura, per qualcuno o per molti, è spesso un optional. Con i recenti accadimenti si impone, tuttavia, una riflessione più attenta semmai sul comportamento di quanti siano stati dietro le quinte o che abbiano a qualsiasi titolo accompagnato fenomeni di tale o altra natura. Bisognerà riflettere sulla bravura di quanti abbiano dimostrato capacità nell’aver saputo trovare le “giuste argomentazioni”, nell’avere dimostrato di conoscere bene le debolezze umane, nell’avere dato prova di come concepiscano la gestione della cosa pubblica, nell’avere saputo strumentalizzare ruoli affidati da partiti politici di grande tradizione storica, nell’avere dimostrato la reale consistenza di interessi fortemente di parte. L’impossibilità di partecipare a festini speculativi, avrà spinto qualcuno ad affrettare i tempi proprio per paura che importanti risultati amministrativi potessero consolidarsi a breve, come quello legato al finanziamento delle prime opere pubbliche di un certo interesse o all’approvazione di un piano urbanistico partecipato, capace di affermare gli interessi diffusi dei cittadini per la strutturazione di un sistema economico locale e non solo quelli di qualcuno. Quanto accaduto, dunque, ritengo sia da intendere come la rivolta dei poteri forti, di quegli imprenditori passati a predatori, degli speculatori senza scrupoli, della politica ristagnante e reazionaria a cui spaventa ogni forma di cambiamento, ogni forma di condizioni di benessere diffuso. In questo sono orgoglioso di ricevere da costoro evidenti attestati di antipatia, vieppiù in attesa di vedere ancora una volta chi vorrà candidare nuovamente Mazza e tutti i congiuranti firmatari, magari per riconoscenza o per pietà o per carità cristiana al fine di evitare di vederli politicamente disoccupati.

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