IN ATTESA PIANO INDUSTRIALE JINDAL

Battipaglia, vertenza Treofan: altra fumata nera nell’incontro al Mise

Redazione
11 gennaio 2019 12:02

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BATTIPAGLIA. Si è risolto con un nuovo nulla di fatto il tavolo di stamane al Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. Nessuna ripresa della produzione, al momento, per lo stabilimento di Battipaglia della Treofan Italy Spa. Tutto rinviato all’appuntamento di giovedì 24 gennaio, sempre nella Capitale, dove la Jindal, il colosso indiano che ha acquisito la multinazionale, è chiamata a presentare il piano industriale per effettivamente fornire le indicazioni sul destino degli operatori battipagliesi che, intanto, proseguiranno il presidio permanente attivo dinanzi l'impresa con sede in viale delle Industrie dal 21 dicembre. Il tavolo, presieduto dal vice capo di gabinetto Giorgio Sorial, ha visto la presenza delle organizzazioni sindacali mentre erano collegati in videoconferenza i rappresentanti dell'azienda.  Il Vice capo di gabinetto Sorial ha espresso in una nota "il forte disappunto del Governo per l'assenza oggi del management al Ministero e per la mancanza di parole chiare sul futuro dello stabilimento campano e dei lavoratori coinvolti". Al tavolo è stata inoltre ribadita la necessità che Jindal si impegni in tempi brevi a riavviare la produzione a Battipaglia, al fine di rassicurare i lavoratori pronti a proseguire nelle loro iniziative sindacali, a garantire le prospettive anche sul sito di Terni e coinvolgere le parti nel merito del piano industriale che riguarda tutti i siti produttivi dell'azienda presenti in Italia. Il Ministero proseguirà a monitorare la situazione in vista dell'incontro in programma il 24 gennaio, acquisendo tutti gli elementi utili a trovare una soluzione positiva al tavolo di crisi.

 

M5S: “SVELATA STRATEGIA DEL BLUFF DI JINDAL”

Oramai è chiara la strategia messa in atto da tempo dalla società indiana Jindal, proprietaria della multinazionale Treofan di Battipaglia. Ovvero, dar vita a politiche aziendali finalizzate a giustificare l’inevitabile chiusura dello stabilimento di Battipaglia, con la perdita dei posti di lavoro per oltre 80 persone. Nell’ultimo tavolo al Mise, tenutosi questa mattina, il colosso indiano non solo non si è presentato senza alcun piano industriale, ma non ha neppure spiegato le ragioni di un’ingiustificabile operazione che ha comportato la dismissione di ordini e commesse. Né sono state prese in alcuna considerazione le raccomandazioni del nostro ministero a riattivare l’impianto di Battipaglia. In totale controtendenza, l’amministratore delegato si è limitato a tessere le lodi della Jindal Bridisi, parlandone in termini di realtà modello, sebbene vanti un debito di oltre 86 milioni di euro”. E’ quanto denunciano la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti e il consigliere regionale M5S Michele Cammarano.

Tutto ora è rinviato all’appuntamento di giovedì 24 gennaio, quando la Jindal sarà chiamata a presentare un piano industriale che auspichiamo non sia l’ennesimo bluff, ma che, con il sostegno del ministero, possa garantire un futuro a una realtà produttiva storica e importante per il tessuto produttivo del territorio e dia garanzie occupazionali ai lavoratori”.

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