Furti in abitazioni, Bancomat e negozi: 4 arresti, base operativa nel Cilento

Comunicato Stampa
24 gennaio 2019 11:02

3301

0

92

VALLO DELLA LUCANIA. Dalle prime ore della mattinata, a Napoli e Padova, i carabinieri della Compagnia di Agropoli, agl’ordini del cap. Francesco Manna, in collaborazione con quelli delle Compagnie territorialmente competenti, stanno dando esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vallo della Lucania su richiesta della Procura della Repubblica vallese, diretta da Antonio Ricci, nei confronti di 4 pregiudicati, il 52enne Vincenzo Fasano, il 28enne Tony Fasano e il 25enne Pasquale Fasano (padre e figli), nonché di un 37enne Armando Torre (nelle foto), tutti partenopei, poiché ritenuti responsabili del reato di “associazione per delinquere finalizzata ai furti di sportelli bancomat, in abitazioni, opifici ed esercizi commerciali”. L’indagine ha avuto inizio nell’aprile 2018 allorquando i militari del NORM, diretti dal m.llo Carmine Perillo, intervenivano sul furto perpetrato presso la filiale di un noto istituto di credito di San Marco di Castellabate, dove i malfattori, nottetempo, si introducevano mediante effrazione della porta d’ingresso asportando la cassaforte dell’ATM ivi collocata (contenente la somma di 35.000 euro circa); i piccoli indizi rinvenuti in fase di sopralluogo, nonché lo studio dei sistemi di videosorveglianza presenti in loco, consentivano di individuare le targhe di un furgone e due autovetture utilizzate dagli stessi per la commissione dei furti e contestualmente di avviare investigazioni più complesse. Da qui poi scaturiva l’attività tecnica, ossia l’acquisizione dei tabulati di traffico telefonico sostenuto sulle utenze dei 4 soggetti, nonché le classiche intercettazioni di quelle che si ritenevano necessarie ed indispensabili per la buona riuscita delle investigazioni, che statuiva la loro collaborazione nelle azioni predatorie. Le risultanze investigative permettevano, infatti, di accertare l’effettiva esistenza di una stabile organizzazione criminosa dedita alla commissione, in varie zone della penisola, di un numero indeterminato di furti in danno di istituti di credito, opifici e abitazioni, che venivano nella fattispecie pianificate in due basi operative: una presso il capoluogo partenopeo e l’altra nel comune cilentano di Montecorice, frazione “Giungatelle”, presso una abitazione presa in affitto da uno dei malfattori. Da qui, stabilendo con la massima puntigliosità i ruoli da assumere nel corso delle azioni delittuose, i malviventi erano soliti recarsi presso località distanti anche diverse centinaia di chilometri per perpetrare furti con il concorso di pluripregiudicati assoldati all’occorrenza e mediante strumentazione necessaria a rendere inefficaci anche i più sofisticati sistemi dall’allarme. Nel corso dell’indagine venivano scoperti ben 4 furti, di cui tre tentati, ai danni di altrettanti esercizi commerciali della provincia di Napoli, commessi il 19 giugno 2018, il 2 luglio 2018, il 10 luglio 2018 e il 28 luglio 2018, oltre quello in premessa, perpetrati in danno di due opifici di Cercola, un ristorante ed una gioielleria di Napoli e due appartamenti ubicati in Casoria e Castellabate. L’attività ha consentito, inoltre, il 22 maggio 2018 di trarre in arresto “in flagranza di reato” due dei soggetti appartenenti all’organizzazione, resisi responsabili di furto in abitazione consumato a Casoria. Nella circostanza, i malviventi, un 51enne di Ercolano e un 55enne di Portici venivano trovati in possesso di vari arnesi per lo scasso e della refurtiva, tra cui orologi di varie marche, monili e  computer. Nel corso delle perquisizioni domiciliari venivano sequestrate pettorine e cappellini riconducibili a Forze di Polizia, lampeggianti, radio trasmittenti, una pistola scenica modello beretta e atti in bianco con intestazioni di reparti di Forze di Polizia. Le stesse investigazioni permettevano, quindi, di raccogliere inconfutabili elementi di reità a carico degli appartenenti al gruppo criminale e disarticolare l’intera organizzazione, traendo in arresto 4 dei 5 componenti, tutti di origine partenopea.

commenti