FURIA DEI SINDACATI

Capaccio, dramma Paistom: a casa 34 operai, metà stipendio agli altri 77

Alfonso Stile
27 febbraio 2019 17:41

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CAPACCIO PAESTUM. Sono ore drammatiche per la società Paistom. Domani scadono i contratti di 34 operai assunti a tempo determinato, nessuno dei quali verrà rinnovato né prolungato. Per gli altri 77 invece, assunti a tempo indeterminato, è stato ridotto l’orario di lavoro al 50%. È il frutto di un accordo raggiunto oggi tra il commissario prefettizio del Comune di Capaccio Paestum, Rosa Maria Falasca, e la società di somministrazione lavoro Tempor, stipulato senza interpellare sindacati e lavoratori.
Al riguardo, riceviamo e pubblichiamo integralmente la seguente nota stampa inviata, alla nostra redazione, la seguente nota a firma di Gerardo Rosanova, segretario provinciale CUB – Confederazione Unitaria di Base.

Come avevamo previsto e preannunciato, siamo arrivati alla frutta… anzi no, siamo all'amaro, con il dissesto preannunciato della Paistom causato dallo sperpero di denaro da parte dell’ex Amministrazione Palumbo e della gestione De Rosa. A tutt’oggi, i lavoratori devono ringraziarli del regalo in anticipo ricevuto nell’uovo di Pasqua, dove hanno trovato la sorpresa di una riduzione dell’orario di lavoro del 50%, cioè sarebbe a dire uno stipendio di circa 300/350 euro mensili a famiglia nonostante la nostra richiesta d’incontro, rimasta inascoltata.
Al commissario prefettizio si chiede dunque pubblicamente: che cosa cambia con un contratto ridotto del 50% e rinnovato addirittura per un mese? Pensa che forse ci sarà qualche cambiamento? Ci sarà un ulteriore taglio delle ore o andranno tutti a casa?
A questo punto, possiamo dare noi un consiglio al commissario: è meglio avere il coraggio di dichiarare il dissesto della società Paistom e dire la verità, oppure è meglio continuare a prendere per i fondelli 111 lavoratori e rispettive famiglie, così magari portiamo anche essi sull’orlo del fallimento?
Cerchiamo di evitare di umiliare i lavoratori con simili gesti di elemosina, i quali non potrebbero permettere loro nemmeno di comprare un uovo di cioccolate ai propri figli e nipoti per festeggiare la santa Pasqua.
La nostra organizzazione sindacale consiglia d’indagare fino in fondo, tirare fuori la verità e fare restituire lo sperpero di soldi pubblici a coloro che hanno causato il dissesto della Paistom.

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