CONTRO DELIBERA DELLA FALASCA

Capaccio, rincari tassa di soggiorno illegittimi: Tar dà ragione agli albergatori

Alfonso Stile
14 maggio 2019 14:57

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CAPACCIO PAESTUM. Illegittimo il rincaro della tassa di soggiorno a Capaccio Paestum imposto dal commissario prefettizio Rosa Maria Falasca. I giudici della seconda sezione del Tar di Salerno, infatti, hanno accolto il ricorso presentato dagli albergatori del Consorzio Paestum IN, avverso la delibera della discordia, ovvero la n. 5 del 1° marzo scorso con la quale la Falasca aveva decretato gli aumenti della tariffa.
“La fase della consultazione con le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive è prevista, dalla legge sull’imposta di soggiorno, come indefettibile – si legge nella sentenza - non si tratta di una mera facoltà, bensì di un vero e proprio obbligo d’instaurare, in sede di fissazione delle modalità applicative o delle esenzioni del tributo, un contraddittorio infra-procedimentale con le imprese interessate, al fine evidente di giungere ad una soluzione il più possibile condivisa, così da prevenire anche un eventuale contenzioso. Nella specie, è certo che tale consultazione non c’è stata, diversamente da quanto era avvenuto con le analoghe deliberazioni precedenti. Tanto, oltre a rappresentare un’evidente violazione di legge, connota altresì in termini d’eccesso di potere per contraddittorietà e perplessità, oltre che per irragionevolezza, la delibera medesima. Pertanto, in accoglimento di tale motivo, la delibera stessa va annullata”.
“Prendiamo atto della sentenza odierna del Tar di Salerno che accoglie in pieno le nostre ragioni, insieme ai colleghi del Consorzio Cilento Turismo e delle strutture ricettive di Paestum, avverso al decreto commissariale del Comune di Capaccio Paestum, che, in assenza di opportuna concertazione, aumentava gli importi della Tassa di Soggiorno e abbassava l’età di esenzione dai 18 ai 12 anni, in maniera unilaterale e senza i dovuti preavvisi legati alla correttezza istituzionale dovuta - commenta il presidente del Consorzio Paestum IN, Giuseppe Greco - forti della convinzione che la concertazione ed il buon senso devono essere alla base di ogni azione messa in campo dalle pubbliche amministrazioni, evidenziamo che la tassa di soggiorno, in quanto tassa di scopo, non può essere utilizzata per il ripianamento dei debiti dei pubblici bilanci. Di fatto, gli importi derivanti dal contributo degli ospiti, devono servire al miglioramento dei servizi offerti ed al sostegno delle politiche turistiche dei territori. In particolare in aree come il Cilento, ad alta vocazione turistica, sono essenziali alla realizzazione di strategie condivise e non in contrapposizione tra gli attori in campo. Stabilito il principio, gli operatori turistici si dichiarano disponibili sin da subito, a Capaccio Paestum ed in ogni altro Comune del comprensorio Cilentano a creare tavoli di lavoro finalizzati allo studio delle migliori strategie possibili a sostegno del comparto turistico”.
Gli albergatori ed operatori del settore erano insorti compatti contro l’incremento delle tariffe “solo per fare cassa”, definendo i rincari imposti dalla Falasca “una decisione del tutto inadeguata oltre che irrispettosa degli imprenditori alberghieri e soprattutto dei turisti, le cui scelte in vista della prossima stagione estiva potrebbero essere condizionate dall’imposizione al rialzo dell’imposta di soggiorno”.

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