SCELTA ONEROSA E DISCUTIBILE

Servizio 118, ad Agropoli l’Asl sdoppia i rianimatori tra ospedale e ambulanze

Alfonso Stile
10 agosto 2019 11:28

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AGROPOLI. I medici rianimatori in servizio presso il presidio ospedaliero di Agropoli (nella foto) dovranno ‘sdoppiarsi’ e salire a bordo delle ambulanze rianimative in caso di emergenza. Lo ha disposto l’Asl di Salerno, che, dopo le criticità emerse nella gestione del 118 a sud del capoluogo di provincia, da lunedì prossimo riattiverà anche l’unità rianimativa presso il presidio ospedaliero agropolese, riportando così a tre il numero di mezzi salvavita pronti ad intervenire sul territorio, dislocati presso le postazioni di Salerno città (servizio convenzionato alla Croce Bianca), Licinella di Capaccio Paestum ed Agropoli (S.O.S. Soccorso). Questo almeno per un mese, ovvero fino al 6 settembre prossimo, in modo da gestire al meglio l’emergenza nel periodo estivo.
Presso la postazione cilentana, però, la convenzione all’associazione onlus prevede l’impiego, a bordo della rianimativa, soltanto di autista soccorritore ed infermiere, non del medico rianimatore, che dovrà essere assicurato dal personale in forze al nosocomio di Agropoli. Tale decisione, oltre a gravare sulle casse dell’Asl salernitana (convenzionare tutto a privati costa circa 30mila euro al mese, mentre l’impiego ‘extra’ dei medici rianimatori fa salire il costo mensile a 55mila euro), pone un serio interrogativo in termini di efficienza ed assistenza adeguati: se, mentre il medico rianimatore di turno ad Agropoli è impegnato in un codice rosso in ospedale, arriva una richiesta d’intervento in codice rosso anche dell’unità rianimativa, il dottore cosa deve fare? Deve continuare ad assistere il paziente ricoverato o salire di corsa sull’ambulanza, lasciando scoperto l’ospedale?
Una scelta, quella dell’Asl, che suscita dunque perplessità, onerosa e discutibile sia in termini assistenziali che economici: perché spendere di più per lo stesso servizio, rischiando finanche di trovarsi in situazioni di criticità?
L’Azienda Sanitaria salernitana, diretta da Mario Iervolino, dopo aver revocato ogni rapporto convenzionale con la Croce Azzurra per il noto corteo di ambulanze a sirene spiegate nel centro urbano di Capaccio Scalo, aveva poi garantito, in ogni sede giudiziaria, di essere in grado di assicurare autonomamente l’efficienza del servizio 118 anche con una sola rianimativa: dopo le numerose criticità emerse e segnalate anche da StileTV, però, è tornata frettolosamente sui propri passi ripristinandone tre.

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