CONFESSIONI CHOC

Battipaglia, adesca minori online e li contagia con l'Aids: untore a processo

Redazione
05 ottobre 2019 08:57

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BATTIPAGLIA. Pedofilo omosessuale malato di Aids, adescava minori online contagiandoli. Tre le vittime accertate del 37enne Dario Marruso di Battipaglia, un avellinese e due ragazzi salernitani: questi ultimi due hanno contratto il terribile virus. L’untore è a processo per violenza sessuale e psicologica: dopo aver contattato i ragazzi attraverso i social network, li incontrava per poi violentarli nel suo garage, consapevole del rischio concreto di trasmettere loro l’HIV. Drammatico l’incidente probatorio presso il Tribunale di Salerno, durante il quale il giovane irpino, difeso dall’avvocato Rolando Iorio, ha rivelato di essere stato minacciato con un coltello e costretto a cedere alle violenze del 37enne; i due salernitani, invece, hanno raccontato di come hanno contratto la malattia.
Ieri mattina, infatti, presso il Tribunale di Salerno, si è tenuta l’udienza preliminare a carico dell’uomo, davanti al gup Maria Zambrano: è accusato di numerose violenze sessuali, aggressioni e ritorsioni consumatesi via web. Marruso era stato già tratto in arresto con l’accusa di violenza sessuale aggravata, atti persecutori e violazione di domicilio aggravata per i fatti commessi a partire dal mese di maggio 2017.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno e delegate alla Polizia di Stato, hanno preso il via nello scorso febbraio dopo una segnalazione dell’Asl e l’audizione di due vittime ed alcune persone informate sui fatti: acquisiti documenti sanitari e tabulati telefonici, con intercettazioni che hanno fornito riscontri alle dichiarazioni rese dalle vittime. Al pedofilo sono stati sequestrati pc e cellulari con prove evidenti della sua frenetica attività sui social, dove aveva creato diversi profili su Facebook e Instagram, per chattare con minorenni, carpendone la fiducia per poi perseguitarli con appostamenti, pedinamenti, anche percosse e minacce. In alcuni casi aveva anche creato profili riconducibili alle sue vittime, ex partner, per diffamarle ed isolarle, causando in loro angoscia.

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