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Albanella: rifugio Totò, campagna di sensibilizzazione per incentivare gli affidi

Comunicato Stampa
14 gennaio 2020 13:56

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ALBANELLA. La direzione del Rifugio Totò, canile ENPA Onlus sito in via Bosco Camerine, ad Albanella, fa appello alla sensibilità dei cittadini affinché i suoi ospiti trovino una famiglia. Il randagismo, infatti, rappresenta ad oggi ancora una piaga e il rifugio, purtroppo, non sarà più in grado di ospitare altri amici a 4 zampe in difficoltà se non si adopereranno azioni concrete, volte alla gestione del problema. In riferimento alle normative vigenti, ricordiamo come le autorità preposte stiano già mettendo in atto quanto previsto e, pertanto, risulta importante la collaborazione di tutti per la buona riuscita. Ci riferiamo alla microchippatura dei cani padronali con la sterilizzazione degli stessi, ed utopisticamente parlando, se non fosse possibile attuarla, del deposito del dna degli animali al fine di risalire ai proprietari di cucciolate abbandonate, dagli stessi, sul territorio.

È bene informare la cittadinanza che, in caso di ritrovamento di cuccioli o cani adulti abbandonati o feriti, bisogna rivolgersi alle istituzioni locali: Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia, Guardia Forestale e ASL sono gli organi preposti a verificare ed accertare l’esatto luogo di ritrovamento, per poi attivare quanto previsto dalle attuali normative. Al riguardo, sottolineiamo che un cane, per poter entrare in Rifugio, dev’essere accompagnato da idonea documentazione, controfirmata dalla polizia municipale e ASL, previa microchippatura, dalla quale si evince il luogo di ritrovamento dello stesso.

Nella nostra struttura sono stati ospitati ben 178 cani solo del comune di Albanella, di cui 73 hanno trovato una famiglia. Un risultato degno di rispetto, frutto dell’intensa collaborazione con volontari operanti su tutto il territorio nazionale e di una gestione amorevole, che si pone come unico obbiettivo la salvaguardia della salute e del benessere dei nostri amici pelosetti.

Un grazie particolare va all’Ente Nazionale Protezione Animale per averci supportato in momenti difficili, ed ai tanti amici che attivamente, dedicando il loro tempo e privi di qualsiasi onori, hanno permesso alla struttura di mantenere standard medio-alti molto apprezzati da chiunque abbia fatto visita al rifugio. 

Dunque, l’adozione e la sterilizzazione preventiva diventano strumenti fondamentali per un meccanismo che, in primis, miri a tutelare i diritti degli animali, e in secondo luogo ad un risparmio di denaro per la comunità. Allo stesso modo si deve continuare a lottare contro l’abbandono, ancora diffusissimo, al nord come al sud, fenomeno, quest’ultimo, inquadrato come reato dagli artt. 727 e 544 ter del codice penale, che prevedeno la detenzione fino a 1 anno e multe dai 1.000 ai 10mila euro.

Da un punto di vista giuridico, esiste dal 1991 la legge 281/91, nata con l’obiettivo di prevenire il fenomeno del randagismo e di offrire contenuti di massima da strutturare, poi, a livello regionale. Per quanto concerne la Campania, nell’aprile scorso è stato raggiunto un obiettivo importante in tal senso: il Consiglio regionale, dopo due anni di lavoro, è riuscito ad emanare una legge che modifica e arricchisce la numero 16 del 2001. Il divieto di tenere un animale in catene ed il divieto di adozione verso stalli o strutture transitorie sono alcuni esempi di quanto riportato.

Cogliamo l’occasione per ringraziare le Amministrazioni comunali di Albanella, susseguitesi nel tempoi, per la sensibilità dimostrata verso i cani abbandonati: al contempo, però, ricordiamo alle stesse che non è plausibile ottemperare alle normative in materia con un minimo dispendio economico, facendo peraltro appello al Comune di onorare quanto scritto tra le parti e, soprattutto, di rispettare le scadenze dei pagamenti, visto che non percepiamo contributi dal 2° trimestre del 2019.

Per tranquillizzare i cittadini albanellesi sull’aspetto economico, ovvero per fare chiarezza sui costi sostenuti dall’Ente civico, si precisa che, attualmente, sono ospitati presso la nostra struttura 98 cani, la cui degenza per contratto costa al Comune 1,56 euro al giorno comprensivo di vitto e assistenza sanitaria (ricordiamo che i farmaci veterinari costano 5 volte quelli umani) e, peraltro, 20 cani sono ospitati a titolo totalmente gratuito.

Pertanto, l’onere di spese a carico del Comune attualmente è solo per 78 cani. 

Chi ha un cane sa bene quanto costi garantire il suo benessere, ed il nostro appello è rivolto a tutti coloro che abbiano la possibilità di accogliere un amico a 4 zampe: aiutiamoli ad avere una famiglia, loro sono pronti a donarci tutto ciò che hanno… un gran cuore.

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