AGGUATO DEL 25 MAGGIO

Angri, tentano di uccidere un imprenditore: due fermi

Comunicato Stampa
02 giugno 2020 09:29

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ANGRI. Sabato 30 maggio u.s., la Procura della Repubblica presso il Tribunale -Direzione Distrettuale Antimafia - di Salerno, a seguito di una complessa ed accurata attività di indagine del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno e del Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 34enne Alfonso Manzella, e del 28enne Nicola Liguori, pluripregiudicati, entrambi di Pagani, nei cui confronti sono emersi gravi indizi di colpevolezza per i reati di tentato omicidio in concorso, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso, desumibile sia dalle modalità del fatto, sia dalla volontà di favorire gruppi criminali cui sono contigui. I due, nella serata del 25 maggio, ad Angri, a bordo di una moto di grossa cilindrata, attendevano, inseguivano ed affiancavano l’auto, una Fiat 500 X, su cui viaggiava il 41enne Domenico Chiavazzo, imprenditore del posto ed anch’egli con precedenti penali, e gli esplodevano contro tre o più colpi d’arma da fuoco, utilizzando una pistola 357 magnum, con il chiaro intento di ucciderlo.
La vittima veniva colpita all’avambraccio sinistro, alla spalla sinistra in prossimità dell’ articolazione scapolo-omerale e alla regione posteriore della coscia sinistra, salvandosi dalla morte solo grazie a fortunose circostanze. Infatti, accortosi di quanto stesse accadendo, riusciva a schiacciare la moto in corsa contro il guardrail, facendo rovinare al suolo i due attentatori, i quali, feritisi, sono stati comunque in grado di guadagnare la fuga a piedi. L'imprenditore veniva poi trasferito presso l’Ospedale San Paolo di Napoli, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico e giudicato guaribile in 30 giorni.Il movente del tentato omicidio è da individuarsi in un tentativo di estorsione - di ingente valore economico - in atto, ai danni dell’imprenditore, in un quadro di interessi tra contesti associativi di matrice camorristica. Infatti, ai fermati è stata contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis. 1 c.p., poiché, nel commettere il delitto, hanno manifestato particolare aggressività ed assoluta capacità di imporsi sul territorio, a vantaggio dei gruppi camorristici egemoni in Pagani ed Angri.
I provvedimenti di fermo sono stati eseguiti in due distinti momenti. Nel corso della serata del 30 maggio, a Pagani, nei confronti di Manzella; il 31 maggio, a seguito di assidue ricerche, a carico di Liguori, il quale, all’atto dell’arresto, presentava importanti lesioni agli arti superiori ed inferiori compatibili con l’azione delittuosa e l’impatto tra l’auto e la moto. Pertanto, veniva trasportato presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove è tuttora piantonato, in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico. Espletate le formalità di rito, Manzella è stato associato alla Casa Circondariale di Salerno – Fuorni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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