INCASTRATI DAI CARABINIERI

Palomonte, rapina filiale Bcc: arrestato cassiere infedele, in carcere 3 banditi

Alfonso Stile
26 maggio 2021 08:38

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EBOLI. Dalle prime luci dell’alba, nella Provincia di Salerno, i carabinieri della Compagnia di Eboli, diretti dal cap. Emanuele Tanzilli, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di quattro indagati (3 in carcere, 1 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di rapina a mano armata e sequestro di persona in concorso tra loro. Il provvedimento veniva reso a seguito del riconoscimento dei gravi indizi di colpevolezza acquisiti dai militari della Compagnia ebolitana dopo la rapina a mano armata avvenuta in Palomonte, ai danni della filiale locale della Banca di Credito Cooperativo di Buccino e Comuni Cilentani, il 13 agosto 2020.

I NOMI DEGLI ARRESTATI - In carcere sono finiti il 59enne pregiudicato Pietro Smaldone di Ogliastro Cilento, il 52enne pregiudicato Giovanni Liguori ed il 46enne Alain Paone, entrambi originari di Salerno; ai domiciliari, invece, il 46enne salernitano William Graziano, dipendente infedele della banca ed ideatore del colpo.

LE INDAGINI DEI CARABINIERI - La complessa e articolata attività investigativa, partita con l’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza, gli accertamenti sul luogo e la escussione del direttore dell’istituto di credito, sequestrato all’interno della banca e costretto a fornire la chiave della cassaforte e proseguita attraverso attività di intercettazione telefonica e servizi di osservazione e controllo del territorio, ha consentito di individuare i responsabili del grave delitto e il dipendente infedele e ideatore della rapina: William Graziano. Il Graziano, appena trasferito presso la filiale di Palomonte, avvalendosi della collaborazione del pregiudicato suo amico Pietro Smaldone aveva infatti reclutato i due esecutori materiali: Giovanni Liguori e Alain Paone.

Fin da subito la responsabilità del Graziano è emersa con chiarezza: egli, infatti, non solo sapeva che quel giorno non sarebbe stato presente il collega di sportello, in ferie, ma era anche l’unico a conoscere la circostanza che proprio nella data del 13.08.20, diversamente dal solito, in cassaforte era custodita un’ingente somma di denaro, oltre 110.000 euro, risultante dalla provvista necessaria all’approvvigionamento dello sportello ATM per la chiusura di Ferragosto e da un cospicuo versamento appena effettuato da un correntista, ma anche le abitudini dei dipendenti della banca. 

Riscontri decisivi all’ipotesi investigativa sono poi emersi grazie all’attività tecnica, telefonica ed ambientale, attivata fin dalle prime ore dopo l’evento, la quale ha consentito di cristallizzare le conversazioni tra il Graziano e lo Smaldone, incentrate sulla necessità di recuperare la propria parte del bottino, ancora trattenuto interamente dai complici.

I tentativi di recupero della somma condotti dai due sono stati seguiti in tempo reale dai militari operanti, i quali sono stati condotti sotto casa del Liguori, ex compagno di cella dello Smaldone tanto durante la detenzione in Sant’Angelo dei Lombardi che presso la casa circondariale di Fuorni, ove si è svolto un teso faccia a faccia fra i sodali. L’individuazione del Liguori ha poi condotto a quella del Paone, pregiudicato per reati della stessa specie ed esecutore materiale anche delle lesioni inferte al direttore della bcc il giorno della rapina.

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