Legambiente, progetto Paestumanità: oltre 200 adesioni

Anna Vairo
27 giugno 2012 19:17

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PAESTUM. Il progetto Paestumanità promosso da Legambiente acquista sempre più consensi, oltre 200 le sottoscrizioni di “buone azioni” registrate finora. L’iniziativa è volta alla salvaguardia e tutela dall’area circostante gli scavi archeologici di Paestum dove insistono terreni privati adibiti a produzioni agricole  e sottoposti all’azione devastante dei mezzi meccanici e delle irrigazioni dovute alla produzione intensiva e all’allevamento di bufale. “Si può dire conclusa la prima fase del progetto – spiega Lucio Capo, dirigente del circolo di Legambiente di Paestum - che prevedeva la sottoscrizione di “buone azioni” di 50 euro l’una  per creare un fondo da impiegare per l’acquisizione dei terreni privati, e che ha visto il superamento del tetto di adesioni fissato oltre che  il sostegno da paesi esteri (New York, Berlino, Portogallo). E’ stata eseguita anche una verifica presso l’ufficio del catasto per individuare le aree private all’interno dell’area archeologica,  ora è il momento di costituire il comitato promotore di quella che sarà la Fondazione nazionale Paestumanità per la tutela e la salvaguardia dei beni culturali in Italia  e per il cui scopo si procederà anche ad eseguire una raccolta fondi”. L’appuntamento è per il 29 giugno prossimo, presso la tenuta Vannulo (ore 18.30) dove si terrà un incontro intermedio per presentare lo stato attuale del progetto e le iniziative da mettere in campo per portare a compimento l’iter. Ospiti dell’evento Rossella Muroni, dirigente nazionale di Legambiente, Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, Luigi Rossi, preside della facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Salerno, Antonio Marino, direttore generale della BCC di Aquara. “Abbiamo una possibilità concreta – afferma Pasquale Longo, presidente della sezione Legambiente di Paestum – l’incontro sarà il momento per presentare le iniziative e gli strumenti più idonei per portare a termine il progetto. A tal proposito la fondazione Paestumanità rappresenterà lo strumento più utile per sviluppare i rapporti internazionali e dare concretezza a quella che era un’idea concettuale. Un progetto che si propone di migliorare la fruibilità del parco archeologico e lavorare per la salvaguardia dei beni culturali e lo sviluppo dell’indotto turistico e non,  senza danneggiare alcuno ma nell’interesse di tutti e che perciò resta aperto a Enti e singoli cittadini”.

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