L'EDITORIALE - Capaccio Scalo affoga nella crisi: commercianti in fuga e fitti alle stelle

Cartelli con la scritta “Affittasi” colorati per attirare l’attenzione il più possibile, apposti su serrande inesorabilmente abbassate. Capaccio Scalo, da sempre identificato come il centro commerciale naturale nevralgico della città dei Templi, ha perso ormai il suo appeal e mostra, evidenti, i segni della crisi. Molte le attività che hanno chiuso dall’inizio dell’anno, la maggioranza delle quali gestite da giovani che avevano cercato fortuna nel proprio paese: tanti, troppi i sogni di un futuro migliore rimasti tali. Anche franchising nazionali hanno gettato la spugna, tra cui note immobiliari, segno tangibile che nemmeno il mattone tira più come una volta in un comune dove, un nuovo Puc, si aspetta da oltre un quarto di secolo. Perfino locali di poco più di 50mq restano, impietosamente, senza affittuari. In piedi, rimangono solo quei negozianti che hanno la fortuna di occupare un locale di proprietà, evitando così di pagare, a fine mese, certi affitti esorbitanti che, ignorando la realtà, fanno sembrare Capaccio Scalo come Via Montenapoleone o Via Condotti. Nessuna arteria del centro urbano capaccese è immune dalla fuga di capitali, imprenditori ed esercenti: negozi vuoti di ogni metratura che si fittano si possono trovare, facilmente, nelle trafficate Via Magna Graecia, Viale della Repubblica e Via Italia ’61, un tempo crocevia di affari floridi. Anche uffici al primo o secondo piano restano senza locatari. Passata l’estate, i cittadini capaccesi chiedono ora lumi all’Amministrazione Voza nell’ottica di un serio rilancio dell’economia locale, affinché vengano intraprese, al più presto, azioni mirate soprattutto a calmierare i fitti, come annunciato in campagna elettorale. Stesso discorso per le banche presenti sul territorio, chiamate a sostenere le realtà imprenditoriali e commerciali locali in modo incisivo e fattivo, affiancandole con i fatti, non con promesse o, peggio, solo a parole. Capaccio ristagna in una crisi latente, basta farsi un giro al "centro" per rendersene conto, ma ha l’orgoglio e le intelligenze per potersi rialzare. A patto che ognuno faccia la propria parte e gli interessi della collettività.

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