Ambiente
LA SENTENZA
LA SENTENZA
Salerno, Fonderie Pisano: anche il Consiglio di Stato conferma lo stop
Alfonso Stile
18 maggio 2026 14:05
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SALERNO. Il Consiglio di Stato conferma, almeno per ora, la chiusura delle Fonderie Pisano di Salerno, da anni al centro di polemiche per l’impatto ambientale sull’area circostante. Con apposita ordinanza, depositata stamane, la quarta Sezione giurisdizionale ha respinto gran parte dell’appello presentato dall’azienda contro il provvedimento della Regione Campania, che aveva dichiarato decaduta l’Autorizzazione Integrata Ambientale, necessaria per continuare la produzione.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, prevalgono le esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente rispetto ai danni economici denunciati dall’azienda e ai rischi occupazionali per oltre cento lavoratori. I giudici ricordano che lo stabilimento, attivo dagli anni Sessanta, si trova inglobato in una zona densamente abitata e che, già dal 2006, era prevista una possibile delocalizzazione mai realizzata. Decisiva anche la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per non aver protetto adeguatamente i residenti dall’inquinamento prodotto dall’impianto: la Corte di Strasburgo ha parlato di un problema strutturale e ha chiesto allo Stato italiano misure efficaci per rendere compatibile l’attività industriale con la tutela della salute oppure per trasferire l’impianto altrove.

Il Consiglio di Stato, quindi, ha ritenuto legittima la decisione della Regione Campania di rigettare il piano di adeguamento alle nuove norme europee sulle emissioni industriali presentato dall’azienda, considerate insufficienti rispetto agli standard ambientali richiesti. C’è, però, un’apertura parziale per la società: i giudici hanno sospeso il punto del decreto regionale che obbligava immediatamente alla dismissione definitiva dell’impianto e al ripristino ambientale dell’area. Una scelta motivata dalla volontà di evitare effetti irreversibili prima della sentenza di merito del TAR, lasciando quindi all’azienda la possibilità di presentare ulteriori interventi per adeguarsi alle prescrizioni ambientali.

Nel frattempo, resta confermato lo stop della produzione. Il TAR di Salerno dovrà ora fissare rapidamente l’udienza di merito per decidere, definitivamente, sul futuro delle Fonderie Pisano.

LE REAZIONI

LA NOTA DI LEGAMBIENTE 

L'accoglimento parziale dell'appello riguarda esclusivamente l'ordine di presentazione del piano di dismissione: la decadenza dell'AIA e la cessazione dell'attività produttiva rimangono pienamente operative. 

Con ordinanza n. 1870/2026 pubblicata in data odierna, il Consiglio di Stato – Sezione IV (rel. Cons. Luca Monteferrante) ha respinto nella sua parte sostanziale l'appello cautelare proposto dalla Società Fonderie Pisano & C. S.p.A. avverso l'ordinanza del TAR Campania – Salerno n. 175/2026, confermando così la legittimità del Decreto Dirigenziale della Regione Campania n. 94 del 25 marzo 2026 che ha dichiarato la decadenza dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e ordinato la cessazione dell'attività produttiva dello stabilimento di Fratte.

Il senso del parziale accoglimento

Il Collegio ha accolto l'appello di Fonderie Pisano unicamente con riguardo al punto 3 del dispositivo del D.D. 94/2026, che ordinava la presentazione del piano di dismissione e di ripristino ambientale dello stabilimento. 

La sospensione di tale solo punto non tocca, in alcun modo, la decadenza dell'AIA né l'obbligo di cessazione dell'attività produttiva, che restano intatti. La motivazione è di carattere strettamente cautelare: il Collegio ha ritenuto che imporre fin d'ora la redazione di un piano di dismissione definitivo renderebbe irreversibile la situazione, precludendo alla Società la mera possibilità di presentare un progetto di adeguamento alle nuove BAT. 

Il Consiglio di Stato ha tuttavia chiarito che tale possibilità è rimessa esclusivamente all'iniziativa dell'azienda e che questa non può invocare la sussistenza di un pregiudizio che consegue alle proprie omissioni.

Le ragioni della decisione

Il Consiglio di Stato ha confermato l’infondatezza dell’impugnativa della Pisano con riferimento alle argomentazioni giuridiche analiticamente contestate dalla Regione Campania e dai controinteressati, tra cui Legambiente Campania, patrocinata dagli Avvocati Giuseppe GIARLETTA e Guido LENZA.

In particolare il Consiglio di Stato ha rilevato 

a. che il D.D. 94/2026 trova la propria base giuridica nell'art. 29-octies del D.Lgs. 152/2006 e non costituisce esecuzione diretta della sentenza CEDU del 6 maggio 2025; 

b. che il termine quadriennale previsto dalla medesima norma è un orizzonte organizzativo per l'autorità competente, e non una dilazione accordata al gestore; 

c. che le 29 proposte programmatiche presentate da Fonderie Pisano non costituivano dimostrazione di conformità alle nuove BAT Conclusions (Decisione UE 2024/2974); 

d. che la proposta di autoriduzione al 50% della capacità produttiva era argomento contra se, in quanto la riduzione quantitativa della produzione non incide sulle concentrazioni di emissione al camino degli inquinanti cancerogeni (BAT 23c-23d); 

e. che  il rapporto tecnico dell'Università del Sannio è atto istruttorio endoprocedimentale legittimamente formato a valle delle controdeduzioni ex art. 10-bis L. 241/1990. 

Anche sul versante del periculum, il Collegio ha confermato la prevalenza della tutela ambientale e della salute pubblica sull'interesse economico del gestore, rilevando altresì l'operatività della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in favore dei lavoratori.

Il ruolo di Legambiente Campania APS

Legambiente Campania APS ha partecipato all'intera vicenda processuale in qualità di soggetto intervenuto ad opponendum nel giudizio di primo grado innanzi al TAR Campania – Salerno (R.G. 605/2026), depositando in data 12 aprile 2026 tempestivo atto di intervento ex art. 28 c.p.a. a sostegno della legittimità del D.D. 94/2026. 

Nel successivo grado di appello (R.G. 3189/2026), l'Associazione si è costituita in giudizio, depositando memoria di costituzione avverso l'istanza di misure monocratiche ex art. 56 c.p.a. e, in vista dell'udienza camerale del 14 maggio 2026, memoria sull'appello cautelare ex art. 62 c.p.a.

Prossimi passi

Il Consiglio di Stato ha disposto la trasmissione dell'ordinanza al TAR Campania – Salerno per la sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Legambiente Campania APS continuerà a difendere in tutte le sedi la legittimità del provvedimento regionale e il diritto dei cittadini del comprensorio a respirare aria non contaminata da emissioni cancerogene.

LA NOTA DELLA REGIONE CAMPANIA

“L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma integralmente la correttezza del percorso amministrativo, tecnico e giuridico seguito dalla Regione Campania nella vicenda delle Fonderie Pisano”. Lo dichiara l’assessora regionale all'Ambiente Claudia Pecoraro, commentando la decisione della IV Sezione del Consiglio di Stato che ha confermato, nella sostanza, il provvedimento regionale di decadenza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento di Fratte.

“Il Consiglio di Stato – prosegue Pecoraro – ribadisce un principio fondamentale: il diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente costituisce un interesse prevalente, richiamando anche la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha accertato la violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea per la mancata tutela delle cittadine e dei cittadini residenti nell’area interessata. L’ordinanza conferma inoltre la piena legittimità dell’azione amministrativa della Regione Campania, riconoscendo la correttezza delle procedure adottate, dei tempi tecnici osservati e delle valutazioni ambientali effettuate, rispetto alle contestazioni avanzate dall’azienda”.

Pecoraro richiama anche uno dei passaggi centrali contenuti nel provvedimento: “Il Consiglio di Stato chiarisce che il tema della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere utilizzato per contestare la legittimità del provvedimento regionale, evidenziando come l’azienda fosse consapevole da oltre vent’anni della necessità di procedere alla delocalizzazione dello stabilimento senza che ciò sia mai avvenuto”.

"Lo stesso Collegio – continua Pecoraro – rileva inoltre che non risultano circostanze ostative al ricorso tempestivo agli ammortizzatori sociali e, in particolare, alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, prevista anche per i processi di riorganizzazione aziendale legati agli adeguamenti tecnologici necessari al rispetto delle nuove BAT”.

“L’unico punto oggetto di sospensione cautelare – conclude l’assessora – riguarda esclusivamente la richiesta immediata di presentazione del piano di dismissione e ripristino ambientale dell’impianto, rinviata dal Consiglio di Stato per evitare effetti irreversibili prima della decisione di merito del TAR. Resta invece pienamente confermata la validità del provvedimento regionale e la cessazione dell’attività produttiva”.

"Con questa decisione si conferma il corretto operato della Regione Campania. E si ribadisce un principio fondamentale: il diritto alla salute è un diritto non negoziabile - così il presidente della regione Campania, Roberto Fico - Lavoriamo per uno sviluppo sostenibile perseguendo l'interesse pubblico alla tutela della salute e dell'ambiente. Seguiremo con attenzione la situazione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie, nella consapevolezza della complessità sociale e umana che questa vicenda comporta”.



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