NOTA DIFFUSA AGLI ORGANI DI STAMPA

Capaccio, ex vicesindaco Ragni: "Il teatro delle marionette..."

Comunicato Stampa
08 aprile 2016 10:54

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CAPACCIO. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la seguente nota diffusa agli organi di stampa dall’ex vicesindaco di Capaccio, Nicola Ragni (nella foto):
“Ritengo opportuno intervenire e dare il mio contributo in ragione del ruolo occupato in questi ultimi anni e, soprattutto, nei tre anni in cui ho ricoperto la carica di Assessore e Vicesindaco di Capaccio, in merito agli avvenimenti di questi giorni.
Nell’ultimo Consiglio Comunale si è toccato probabilmente il fondo, anche se al peggio non c’è mai fine. Mai si era verificato prima di oggi quello che è accaduto durante lo svolgimento dell’ultimo Consiglio Comunale a Capaccio. Questa Amministrazione oltre a lacerare il territorio ed i rapporti tra cittadini, oltre a portare l’Ente ad un sicuro dissesto finanziario, oltre a far disamorare ed allontanare giorno dopo giorno i cittadini dal Comune e dalle Istituzioni, oltre a creare il Paestum-centrismo, oltre a insistere su un Referendum ormai inattuale e superato, è stata capace anche di questo: fare in modo che si interrompesse un Consiglio Comunale durante il suo svolgimento.
E la cosa grave è che era già stabilito che il Consiglio si interrompesse e, purtroppo, se ne conoscono anche le motivazioni.
Sembra, infatti, che il Sindaco per continuare a fare il Sindaco debba obbedire al diktat di diversi Consiglieri Comunali e debba essere costretto a mandare a casa quasi tutti i componenti più fidati del suo Staff (salvando, ovviamente, qualche altro parente di qualche consigliere comunale, vedrete). Ora senza entrare nel merito e nella giustezza della decisione sulla quale non voglio pronunziarmi, la cosa grave ed avvilente è che sembra di assistere allo spettacolo delle marionette. Qualcuno muove i fili e gli altri sono telecomandati. Io non capisco perché Italo si ostini a rimanere in sella a queste condizioni. Il sindaco è lui, dovrebbe essere lui, quindi, a tracciare la linea e gli altri a seguirla e non viceversa come avviene ora. L’ho conosciuto in questi tre anni ma, evidentemente, non l’ho conosciuto bene. Pensavo, infatti, che, al di là dei pregi e dei difetti che tutti noi abbiamo in grande quantità, fosse un carattere orgoglioso e che non si piegasse ai soprusi ed ai ricatti. Forse mi ero sbagliato. O forse la bramosia di comandare (o illudersi di farlo) lo ha contagiato a tal punto da accettare tutti gli aut aut che gli pervengono, e non nego che la cosa mi ha deluso molto. Il consiglio che mi sento di dare a Italo (anche se so che non lo accetterà) è quello di riappropriarsi del ruolo che gli compete. Serri le fila, chiami a raccolta coloro che gli sono rimasti fedeli e vada avanti per la sua strada. Meglio cadere sulle proprie gambe che continuare in uno stillicidio del genere. Caro Sindaco a volte è più saggio confrontarsi con avversari leali piuttosto che con falsi amici. Intanto a farne le spese sono i cittadini sempre più inermi e tartassati ed i dipendenti il cui stipendio è sempre più a rischio. Non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi”.

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