REPLICA AL CONSIGLIERE REGIONALE

Capaccio, cambio denominazione. Comitato '15 giugno' bacchetta Gambino: "Sproloquio distratto"

Comunicato Stampa
20 maggio 2016 09:45

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CAPACCIO. Cambio di denominazione comunale. Riceviamo e pubblichiamo integralmente la seguente replica, all'on. Alberico Gambino, inviata alla nostra redazione dal Comitato '15 giugno' di Capaccio: "Gentile direttore Stile, le scriviamo dopo aver letto oggi sul sito web della Vs testata le svagate affermazioni dell’on.le Alberigo Gambino (FdI) circa la dibattuta vicenda del cambio di denominazione del Comune di Capaccio, il quale ha mostrato nella circostanza una spiccata attitudine a non articolare il pensiero razionale.
Un politico di lungo corso come l’on.le Gambino, infatti, non può lasciarsi andare a tali digressioni. L’iperbolico sproloquio del parlamentare regionale, più che un’attenta e fondata analisi, sembra la vistosa conseguenza delle vampate dei primi caldi di questi giorni e ci porta a pensare che, probabilmente, aveva ragione De Gaulle a ritenere che “La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici”.
Ad ogni buon conto, le asserzioni meritano una risposta, principalmente per confutare le informazioni parziali e ampiamente travisate che in esse sono riportate; ma soprattutto per chiarire le idee sbagliate che qualcuno potrebbe farsi leggendo il vaniloquio del nostro deputato regionale, che mette insieme verità con falsità verosimili e ricostruzioni soggettive parziali che distorcono la realtà.
Vogliamo rammentare, perciò, al “distratto” on.le Gambino che l’attuale proposta di legge del cambio di denominazione del Comune di Capaccio in Capaccio Paestum è stata avanzata d’iniziativa dei Consiglieri regionali De Pascale, Ricchiuti, Maraio, Piscitelli, Longobardi e Iannale.
Si tratta di una nuova proposta, analoga a quella esaminata e discussa nella precedente consiliatura regionale che, tuttavia, il Consiglio Regionale della Campania non ha mai approvato e che, per effetto del combinato disposto degli articoli 12 e 53 dello Statuto della Regione Campania e 102 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Campania, è decaduta irreparabilmente insieme agli atti che di essa costituivano cornice (compresa la consultazione referendaria cui l’on.le Gambino fa riferimento).
Ora, è pur vero che la politica è l’unica professione per la quale non si considera necessaria alcuna preparazione specifica, tuttavia, da politico navigato qual è, e in ragione della cospicua esperienza maturata nella trascorsa consiliatura, siamo portati a pensare che l’on.le Gambino è certamente a conoscenza del fatto che per il nuovo disegno di legge all’esame della 1^ Commissione consiliare regionale, sussiste l’obbligo di osservare integralmente la speciale procedura di cui alla L.R. n.54 del 29.10.1974, ivi incluso l’espletamento del referendum consultivo tra la popolazione di Capaccio previsto dall’art.14 dello Statuto regionale (approvato con L.R. n.6 del 28.05.2009). Questa norma, infatti, al comma 2, stabilisce: “Sono obbligatoriamente sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate le proposte di legge concernenti la istituzione di nuovi Comuni e i mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali”. Non prima di allora, dunque, il Consiglio Regionale potrà esaminare la proposta di legge di cui si discute.
Fattore questo che, a nostro sommesso avviso, richiede un’adeguata composizione nel dibattito sia della 1^ Commissione che dello stesso parlamento regionale, non potendo essere sempre vissuto con fastidio o come un mero allungamento dei tempi della decisione politica.
Quello che dunque si pretende, e che deve essere osservato, on.le Gambino, è il rispetto del corretto procedimento legislativo e del principio democratico dell’autonomia locale, oltre al riguardo delle prerogative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale (id est, i cittadini di Capaccio), ai quali bisogna restituire larga, piena e libera manifestazione della volontà decisionale!
E di modo che lo stesso Consiglio Regionale possa legiferare senza ingiustificate, quanto pericolose forzature e intimidazioni e il dibattito all’interno della società civile possa rientrare nell’alveo della democrazia e del rispetto dei valori costituzionalmente riconosciuti.
Sappia, allora, on.le Gambino, che è doveroso dare corso al procedimento del cambio di denominazione nel pieno rispetto delle regole! Precetti tutti sacramentati nelle leggi e nello statuto regionale a difesa del buon diritto dei Cittadini Capaccesi a potersi esprimere nel referendum consultivo sul cambio di denominazione del proprio Comune. Ed anche a tutela della correttezza, dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità dell’operato della Commissione e del Consiglio Regionale intero, la cui inosservanza potrebbe dare adito a più che probabili contese di carattere giurisdizionale.
E, badi, on.le Gambino, non si tratta solo di una questione afferente la regolarità giuridica della procedura seguita: è in gioco una fondamentale funzione educativa alla legalità ed al rispetto delle regole, che ogni deputato regionale è tenuto a compiere.
E rammenti, on.le Gambino, che i nomi non sono dei “puri accidenti” da usare egoisticamente alla bisogna, ma sono la sintesi solenne e gloriosa in cui la storia ha raccolto il suo e il nostro cammino.
Tanto si doveva per amor di chiarezza, nella convinzione che i Capaccesi meritino di sapere come andrà a finire".

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