TRE MENSILITÀ ARRETRATE

Albanella, operatori ecologici in affanno: “Commissario mantenga promesse”

Alfonso Stile
18 gennaio 2022 18:03

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ALBANELLA. Mentre prosegue il braccio di ferro nelle aule di tribunale tra SRA, GF Scavi e Comune di Albanella sulla gestione del ciclo dei rifiuti, nel mezzo continuano a farne le spese gli operatori ecologici in servizio presso l’ente civico, di nuovo da tre mesi senza stipendio. “Speravamo che con l’arrivo del commissario straordinario le cose migliorassero, invece non è cambiato praticamente nulla, si ripete la solita storia delle false promesse di pagamento per prendere tempo – spiegano all’unisono i dipendenti – un modo di fare che calpesta la nostra dignità di persone e di lavoratori, sembra che chiediamo l’elemosina quando invece ci alziamo puntualmente, ogni mattina, per garantire alla nostra comunità i servizi di igiene urbana e raccolta rifiuti; tutti i nostri concittadini ci esprimono solidarietà, noi andiamo avanti per loro ma mettere il piatto a tavola è diventato difficile ed umiliante, chiediamo al commissario di assumersi le responsabilità che le competono e di mantenere le promesse che ci ha fatto”.

UNA QUESTIONE ANNOSA - A seguito di un accordo raggiunto tra sindacati e commissario prefettizio, ai dipendenti erano state liquidate 5 mensilità arretrate (da giugno a ottobre 2021) ma all’80% del normale stipendio. La SRA, che ha gestito il servizio fino al 13 giugno dello scorso anno (prima di cederlo alla GF Scavi), ha liquidato metà mensilità di giugno 2021 compresa la spettante 14esima. SRA che, tuttavia, è creditrice di circa 80mila euro dal Comune, così come la GF Scavi, che aspetta ancora di ricevere dal Comune oltre 380mila euro oltre gli oneri per il trasporto e smaltimento di rifiuti infetti Covid per ulteriori 15mila euro circa. Da fine ottobre, però, nonostante le rassicurazioni del commissario Clelia Ardone, gli operai non hanno visto più un centesimo.

Dodici le famiglie stritolate da un contenzioso il cui epilogo giudiziario sembra sempre più lontano, tra ricorsi e controricorsi al Tar. Con un incredibile quanto increscioso paradosso: da una parte, il Comune non ottempera alla stipula del regolare contratto d’appalto con la GF Scavi, che dal Tar ha ottenuto di recente la sospensiva della determina con la quale il rup Carmine Greco non ne aveva autorizzato il subingresso per l’asserita mancanza dei requisiti, contestando anche dichiarazioni non veritiere in sede di procedura di gara, risalente a 3 anni fa, alla precedente SRA per motivarne la decadenza dall’aggiudicazione del servizio; dall’altra, invece, lo stesso ente ha continuato nel tempo ad affidare servizi, differenti da quelli del bando, sia alla SRA che alla GF Scavi. 

Ma con una certezza incontestabile: tutti i servizi comunque svolti finora dovranno essere pagati fino all’ultimo euro, compresi gli eventuali danni che potrebbero reclamare le due società. Infatti, per ottenere gli arretrati la GF Scavi è arrivata a citare personalmente in giudizio in subordine (cioè se non paga il Comune), il funzionario comunale Maurizio Cammarano, il rup Carmine Greco e l’arch. Vincenza Pepe, in qualità di DEC (responsabile del contratto, mai stipulato).

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