LA TRISTE RICORRENZA

Terremoto 1980, 42 anni dopo una ferita ancora aperta

Redazione
23 novembre 2022 10:01

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CAMPANIA. Sono passati 42 anni, la triste ricorrenza, eppure sono ancora visibili, evidenti, gli effetti del terremoto che la sera del 23 novembre del 1980, alle ore 19.34, sconquassò la Campania. I morti stimati furono 2.735, di cui 1.762 in provincia di Avellino, 674 in quella di Salerno, 153 nel Potentino, 12 in provincia di Caserta, 3 in provincia di Benevento e 131 nel Napoletano, 8.848 le persone ferite.  Il terremoto irpino-lucano, considerato il sisma più violento dal dopoguerra ad oggi, mise in luce varie problematiche tra cui la fragilità e la fatiscenza del patrimonio edilizio italiano, l’enorme ritardo nei soccorsi e l’urgenza della realizzazione della moderna Protezione civile. Proprio da questo sisma è partito l’iter amministrativo dell’istituzione del Dipartimento della Protezione civile. E proprio la Protezione Civile della Regione Campania, attraverso le parole del direttore generale Italo Giulivo, ha ricordato il terremoto di 42 anni fa:

"Il terremoto dell'Irpinia ha sancito un prima e un dopo in protezione civile. Quello del 1980 fu un disastro epocale per potenza distruttiva. Un sisma di magnitudo 6.8 distrusse un territorio grande quanto il Belgio investendo l'Irpinia, la Campania tutta e la Basilicata.

2.735 morti

8.848 feriti

400.000 senzatetto

Si innescarono frane sismo-indotte che bloccarono la mobilità. Saltarono linee elettriche, linee ferroviarie, linee telefoniche. Da quel momento, grazie soprattutto all'opera di Zamberletti, si mise in moto quel virtuoso processo che ha portato alla moderna protezione civile di cui è padre fondatore. Strutturata come sistema complessivo. Basata sulla previsione e prevenzione oltre che sull'azione in emergenza. Una protezione civile fatta di uomini e donne, di cittadini consapevoli oltre che di istituzioni. Oggi la nostra memoria va a quella tragedia. Il nostro pensiero va alle vittime. Il nostro abbraccio ancora a chi ha vissuto il lutto o ha perso la propria casa. Ma la nostra spinta va alle azioni di prevenzione, agli strumenti fondamentali per mitigare il rischio come i Piani di protezione civile. Alla crescita di comunità consapevoli. Il terremoto non si può fermare, ma possiamo abbassare il rischio per la vita umana prendendo coscienza, costruendo case sicure o adeguando sismicamente le abitazioni esistenti e assumendo atteggiamenti consapevoli". 

“Oggi - dichiara il Presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri - la capacità che abbiamo avuto di risollevarci da quel terribile momento ci deve guidare a rialzarci da altre ferite profonde. Cambiamento climatico, crisi economica ed energetica sono le nuove sfide. Come siamo ripartiti dopo il terremoto del 1980 così dobbiamo ripartire ora. Il PNRR affida a Province e Comuni il compito di programmare e gestire gli interventi che verranno finanziati per i territori. Ognuno di noi con il proprio ruolo, è chiamato in causa. Dobbiamo lavorare tutti compatti per la tutela e valorizzazione delle nostre comunità, di tutto il nostro Sud.”

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