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BIODIVERSITA'
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Amalfi, protagonista a Vinitaly con i suoi limoneti
Comunicato Stampa
14 aprile 2026 15:01
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AMALFI. Il sistema agricolo terrazzato di Amalfi, riconosciuto dalla FAO come Patrimonio Agricolo dell’Umanità, si racconta tra eccellenze e sfide future, biodiversità e bio-cultura. Amalfi protagonista al Vinitaly, il più importante salone internazionale dei vini e dei distillati, con la sua agrobiodiversità e la sua eredità culturale. I limoneti e il sistema agricolo terrazzato, riconosciuti dalla FAO come Patrimonio Agricolo dell’Umanità per l’agricoltura GIAHS (Globally Important Agricaltural Heritage Systems) si raccontano nella filiera vitivinicola globale per un evento networking e scambio di conoscenze. Integrità del paesaggio, biodiversità e bio-cultura sono i temi su cui si sviluppa l’incontro “Giahs, Fao: le potenzialità del paesaggio”, ospitato presso lo stand del Consorzio di Tutela de Il Soave, sviluppato in collaborazione con PRIS, l’Associazione dei Paesaggi Rurali e di Interesse Storico, che annovera tra i membri fondatori anche il Comune di Amalfi. I profumi e i sapori della Divina risultano sempre più apprezzati in ambito internazionale, con una lemon experience che si accompagna alla degustazione dei vini. «Il riconoscimento GIAHS per i limoneti e il sistema agricolo su terrazzamento di Amalfi come Patrimonio Agricolo dell’Umanità per l’Agricoltura valorizza l’eccellenza dei produttori e offre nuovi strumenti ai professionisti del settore – sottolinea Salvatore Aceto, delegato Confagricoltura Limonicoltura Costa d’Amalfi - Il riconoscimento GIAHS è strategico e fondamentale: il Comune di Amalfi è stato lungimirante nel perseguire questa visione. È un’opportunità straordinaria: dopo la cerimonia di conferimento alla FAO, c’è stata una crescita esponenziale di richiesta da parte di altre nazioni, tra cui Cina e Giappone, che intendono venire ad Amalfi per scoprire i nostri metodi di produzione e di coltivazione. La Costa d’Amalfi è già patrimonio UNESCO, ma il conferimento Giahs è un tesoro di portata globale. La vera sfida inizia adesso». Accolta dal presidente del Consorzio Tutela de Il Soave Cristian Ridolfi, la delegazione amalfitana si è confrontata sulle metodologie di produzione anche con la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, rappresentata dall’Assessore al Turismo e al cultura del Comune di Trevi, Isabella Burganti, in un dialogo tra le diverse aree del nord, centro e sud Italia, in una connessione tra Paesaggi Rurali di Interesse Storico riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale FAO e Paesaggi Culturali UNESCO. Un orgoglio fortissimo per l’Antica Repubblica Marinara, con la sua agricoltura eroica, patrimonio di biodiversità vivente, che contribuisce alla creazione di un'economia fortemente identitaria fondata su conoscenze e metodi tradizionali. Un confronto che celebra la passione, l’impegno e la dedizione dell’agricoltura eroica che affonda le sue radici in una cultura millenaria. La designazione GIAHS parte da lontano, in un iter complesso di circa dieci anni portato avanti dal Comune di Amalfi. Prima la conquista dell’iscrizione nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero dell’Agricoltura nel 2018, unico sito della Campania. Subito dopo, il dossier di candidatura - redatto dall’architetto Giorgia De Pasquale – per accendere i riflettori sull’agricoltura eroica, per la sua tutela e per sensibilizzare le istituzioni superiori a prevedere particolari misure per il sostegno materiale del delicato sistema dei terrazzamenti. «Sostenibilità e salvaguardia del nostro sistema agricolo non significa mummificazione, ma vuol dire preservare la nostra unicità – aggiunge Salvatore Aceto - I limoneti sono molto parcellizzati, è una produzione davvero esclusiva la nostra, tutta sviluppata in pendenza, frammentata. Al Vinitaly abbiamo raccontato ad una platea internazionale la verticalità dei terrazzamenti, in cui i contadini custodi sono costretti a caricare a spalla o ad usare le teleferiche quando è possibile. Abbiamo evidenziato anche le criticità, come la carenza di manodopera locale, perché sempre meno giovani si dedicano all’agricoltura. Infine, ci siamo concentrati sulle prospettive future, come l’utilizzo di droni. I piccoli coltivatori hanno bisogno di essere sostenuti per preservare anche strutturalmente i limoneti». 

 



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