CASTELLAMMARE DI STABIA. C’è un’inchiesta della procura di Napoli sulla cessione della Juve Stabia. Misteriosa la dimensione del club campano che sul campo ha conquistato un traguardo importante come quello dei playoff per la serie A mentre per l’aspetto gestionale sta affrontando una situazione curiosa. Non è chiarissimo infatti il passaggio delle quote per il prestigioso club calcistico di Castellammare di Stabia: da Solmate a Francesco Agnello. Suonano inquietanti le parole dell’ex presidente Langella: “Temo che alcune persone stiano gettando benzina sul fuoco per alimentare ulteriore confusione e ordire un piano finalizzato a far ripartire la società da categorie inferiori”, ha detto l’ex numero 1.
La cronologia del disagio è partita lo scorso 10 aprile quando il presidente Scacciavillani rassegnò le dimissioni. Al suo posto fu nominato Filippo Polcino in quota Solmate. Tre giorni dopo Francesco Agnello (nella foto) dà vita alla Stabia Capital. Il 14 aprile i due amministratori giudiziari della società stabiese Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, nominati dal tribunale in seguito a presunti affari della camorra nella gestione dei servizi esterni del club, annunciano l’uscita di scena della Solmate. Riesce la corsa contro il tempo per coprire le scadenze amministrative da assolvere escluso il versamento dell’Irpef che potrebbe portare ad una penalizzazione nella prossima stagione. Poi la formalizzazione della cessione per un solo euro della Juve stabia alla Stabia Capital di Agnello, non apprezzata da una parte della tifoseria.