Economia
STORIE DI SUCCESSO
STORIE DI SUCCESSO
Certificazione e formazione, SI Cert di Albanella eccellenza internazionale del settore
Redazione
20 maggio 2026 14:58
Eye
  389

ALBANELLA. Conformità normative e sviluppo aziendale. In un’intervista rilasciata all’Osservatorio sul Merito, allegato al Corriere della Sera dedicato alle Eccellenze del Made in Italy, il ceo di SI Cert, l’ing. Carmine Cerruti, racconta come la certificazione stia diventando uno strumento strategico di governance, crescita internazionale e valorizzazione del capitale umano per le imprese del futuro. Nel paradigma economico contemporaneo, caratterizzato da supply chain globali, compliance normativa sempre più stringente, digitalizzazione dei processi e crescente attenzione ai criteri ESG, la certificazione ha definitivamente superato il perimetro della mera conformità documentale. Oggi, rappresenta un’infrastruttura strategica della competitività aziendale: uno strumento capace di incidere sulla reputazione, sull’accesso al credito, sulla partecipazione ai bandi pubblici, sull’internazionalizzazione e persino sulla capacità di attrarre talenti e investitori.

Le imprese non cercano più soltanto un “bollino”, ma un sistema di governance affidabile che consenta di trasformare standard e requisiti normativi in vantaggio competitivo. Da questo si evince il ruolo sempre più centrale degli organismi di certificazione accreditati, chiamati non soltanto a verificare la conformità, ma a interpretare i cambiamenti del mercato, anticipare le evoluzioni regolatorie e accompagnare le aziende in percorsi strutturati di miglioramento continuo.

Tra le realtà che negli ultimi anni hanno saputo distinguersi nel panorama europeo emerge SI Cert, con sedi ad Albanella (Sa), Milano, Parma, Palermo e Arbedo (CH): fondata dai soci Carmine Cerruti e Giovanni Zanvettor (nella foto), è un organismo di certificazione di parte terza che, partendo da una solida radice imprenditoriale italo-svizzera, ha costruito un modello basato su competenza tecnica, multidisciplinarità e cultura dell’ascolto. “La radice latina “audīre”, ovvero “ascoltare”, diventa per noi un principio operativo: comprendere i processi, dialogare con le organizzazioni, interpretarne obiettivi e criticità per trasformare la conformità in valore gestionale" spiega Carmine Cerruti, CEO di SI Cert.

Oggi la certificazione sembra aver assunto un ruolo molto diverso rispetto al passato. Cos’è cambiato nel rapporto tra imprese e sistemi di gestione? “Praticamente tutto. Fino a qualche anno fa molte aziende vivevano la certificazione come un passaggio quasi obbligato, spesso legato alla partecipazione a gare pubbliche o a richieste specifiche di clienti e grandi committenti. Oggi, invece, il mercato ha compreso che un sistema di gestione ben costruito rappresenta uno strumento strategico di governo aziendale. Le organizzazioni operano in contesti sempre più complessi: cybersecurity, sostenibilità, tracciabilità delle filiere, gestione dei rischi, compliance normativa, ESG, welfare aziendale. Adottare standard internazionali significa introdurre metodi strutturati che aiutano l’impresa a prendere decisioni migliori, misurare le performance e ridurre inefficienze. La certificazione non è più un punto di arrivo ma un acceleratore di competitività. Le aziende che lo comprendono riescono ad avere maggiore credibilità verso il mercato, accesso facilitato a nuovi business e una governance interna più solida”.

SI Cert nasce da una matrice italo-svizzera. Quanto ha inciso questa doppia identità nello sviluppo del gruppo? “Ha inciso enormemente. La nascita di SI Cert s.a.g.l. a Bellinzona nel 2000 è stata il risultato dell’incontro tra due culture imprenditoriali molto diverse ma complementari: da un lato il rigore metodologico e organizzativo svizzero, dall’altro la flessibilità e la capacità di adattamento tipica del tessuto imprenditoriale italiano. Questa doppia anima ci ha consentito di sviluppare un approccio estremamente pragmatico. Non siamo mai stati interessati a costruire un organismo distante dalle aziende o focalizzato esclusivamente sull’aspetto formale della conformità. Abbiamo sempre cercato di interpretare il ruolo dell’ente di certificazione come partner tecnico capace di comprendere i processi reali. Anche per questo il nostro team è compost da professionisti che provengono direttamente dal mondo produttivo e manageriale. Molti dei nostri auditor hanno lavorato in aziende manufatturiere, ufficio tecnici, supply chain o direzioni commerciali. Questo ci permette di parlare la stessa lingua delle imprese”.

Oggi quanto pesa realmente la sostenibilità nelle strategie aziendali? “La sostenibilità non è più una scelta reputazionale, ma una variabile economica. Le aziende vengono valutate sempre di più sulla loro capacità di dimostrare responsabilità ambientale, sociale e di governance. Pensiamo alla finanza: istituti bancari, investitori e fondi stanno integrando criteri Esg nei processi di valutazione. Lo stesso accade nelle supply chain internazionali, dove i grandi gruppi chiedono ai fornitori standard sempre più elevati in termini di etica, emissioni, inclusione, sicurezza e trasparenza. Attualmente stiamo investendo con decisione nella sostenibilità, nelle energie rinnovabili e nella certificazione dei materiali contenenti componenti riciclate. La nostra strategia aziendale è oggi fortemente orientata verso questi temi, che rappresentano non solo una scelta ambientale, ma anche un elemento centrale del nostro sviluppo futuro. Ma attenzione: la sostenibilità non deve diventare uno slogan o una mera operazione di marketing. Deve essere misurabile, verificabile e integrata nella governance aziendale. Noi lavoriamo proprio su questo aspetto: aiutare le imprese a costruire percorsi concreti e credibili”.

SI Cert è tra i pochi organismi al mondo accreditati Saas per la responsabilità sociale. Che valore ha questo riconoscimento? “È un riconoscimento che certifica competenze molto specialistiche in un ambito delicato come quello della responsabilità sociale. C’è molta richiesta di questa certificazione, ma in questo momento stanno subentrando alcune modifiche ed è in evoluzione. Per questo noi per la responsabilità sociale delle imprese abbiamo anche la norma Pas 24000, riconosciuta anche in ambito internazionale”.

Avete investito molto anche nella formazione attraverso SI Cert Training Center. Quanto conta oggi la cultura aziendale nella riuscita di un sistema di gestione? “Conta tantissimo. Nessun sistema di gestione funziona davvero se rimane confinato nei manuali o nelle procedure. La vera differenza la fanno le persone. Per questo abbiamo creato un ente di formazione che non fosse orientato esclusivamente al business ma alla diffusione della cultura tecnica e manageriale. Volevamo costruire percorsi realmente utili, concreti e applicabili. Nei nostri corsi lavoriamo molto su casi reali, simulazioni operative ed esercitazioni pratiche. Cerchiamo di trasferire competenze immediatamente spendibili all’interno delle organizzazioni. Oggi il capitale umano è il vero fattore competitivo delle imprese. Investire nella formazione significa aumentare consapevolezza, ridurre errori e migliorare la capacità decisionale”.

Quali sono, oggi, le principali attività formative e i progetti di sviluppo di SI Cert? “Operiamo su due filoni principali della formazione. Da un lato investiamo nella formazione interna, finalizzata alla qualificazione del nostro gruppo di ispettori, che successivamente operano presso le aziende clienti. Dall’altro sviluppiamo percorsi formativi mirati alla creazione di competenze specialistiche, che possono poi essere certificate attraverso i nostri schemi accreditati. Si Cert è infatti un organismo accreditato secondo la norma Iso/Iec 17024 per la certificazione delle competenze professionali. Attualmente siamo accreditati in ambiti come il Bim e la figura dell’esperto in gestione dell’energia ‘’EGE”, mentre stiamo lavorando per ampliare ulteriormente il numero degli schemi certificativi. Parallelamente, stiamo sviluppando nuovi protocolli e percorsi dedicati al settore delle bonifiche, con l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno alla definizione di standard strutturati che consentano ai professionisti del settore di certificare le proprie competenze in questo ambito specifico".

Uno degli aspetti più interessanti della vostra filosofia riguarda il concetto di “audit” come ascolto. Da dove nasce questa impostazione? “Nasce dall’esperienza. Negli anni abbiamo visto troppe aziende vivere gli audit con tensione o diffidenza, quasi come fossero momenti punitivi. Ma l’audit, nella sua essenza più autentica, è uno strumento di miglioramento. Un auditor deve prima di tutto comprendere l’organizzazione, analizzarne il contesto, capire criticità e obiettivi. Ascoltando davvero un’azienda si riescono a fornire indicazioni strategiche, a evitare incomprensioni e ad aiutare il management a dare valore aggiunto. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare un ente “a misura d’azienda”, capace di creare opportunità e crescita. La certificazione non rappresenta solo conformità normativa, ma uno strumento strategico per generare valore, fiducia e competitività”.

Guardando al futuro, quali saranno, secondo lei, gli ambiti destinati a crescere maggiormente nel settore della certificazione? “Sicuramente tutto ciò che riguarda sosteni-bilità, digitalizzazione e governance del rischio. La cybersecurity continuerà a crescere in modo esponenziale, così come gli standard legati alla protezione dei dati e alla resilienza organizzativa. Parallelamente, vedremo una forte espansione delle certificazioni Esg e dei sistemi collegati all’economia circolare e alla rendicontazione di sostenibilità. Anche la parità di genere e il benessere organizzativo avranno un ruolo sempre più centrale. Il tessuto imprenditoriale sta evolvendo verso la consapevolezza che inclusione, sicurezza e qualità dell’ambiente di lavoro incidono direttamente sulle performance. Credo inoltre che il futuro della certificazione sarà sempre più orientato alla capacità di integrare dati, indicatori e tecnologie digitali nei sistemi di gestione. Non parleremo più soltanto di conformità, ma di intelligenza organizzativa”.

Qual è oggi la missione di SI Cert? “La nostra missione è aiutare le aziende a trasformare gli standard in strumenti di crescita reale per migliorare i loro sviluppi aziendali e ottimizzare i loro processi. Vogliamo diffondere l’idea che norme, procedure e requisiti non siano vincoli alla creatività o allo sviluppo imprenditoriale, ma leve di efficienza, organizzazione e competitività. La certificazione, quando viene interpretata correttamente, non limita le imprese: le rende più solide, più credibili e più preparate ad affrontare il future”.

LE REALTÀ DEL GRUPPO SI CERT - La struttura del gruppo, fondato dai soci Carmine Cerruti e Giovanni Zanvettor, si articola oggi in quattro realtà sinergiche: SI Cert SAGL, nata nel 2000 a Bellinzona dall’iniziativa congiunta di manager svizzeri e italiani e accreditata Sas per i sistemi di gestione, oltre a essere tra i pochi organismi al mondo accreditati Saas per la responsabilità sociale; SI Cert Italy, costituita nel 2019 e specializzata sia nei sistemi di gestione sia nella marcaura Ce dei prodotti da costruzione secondo il Regolamento Ue 305/2011, con accreditamento Iso/Iec 17065 per certificazione di prodotti, processi e servizi; SI Cert Ltd, nata nel 2024 per ampliare l’operatività e la copertura europea; e infine SI Cert Training Center, ente di formazione accreditato Aicq Sicev che integra teoria, casi pratici, simulazioni operative e utilizzo dei software di settore.



Logo stiletvhd canale78
Immagine app 78
SCARICA
L’APP