CAPACCIO PAESTUM. La Struttura per Anziani "San Michele" di Capaccio Paestum ha partecipato all’indagine nazionale sull’impatto del COVID-19 nelle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità. Lo studio, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Frontiers in Public Health.
L’indagine ha coinvolto 510 strutture in tutta Italia, per un totale di oltre 27.000 posti letto. Dei referenti che hanno risposto, 361 strutture hanno compilato anche la sezione specifica sui casi di COVID-19 registrati tra il 2020 e il 2021. I dati mostrano che il 52,3% delle strutture che hanno fornito informazioni ha registrato almeno un caso di COVID-19 tra i residenti. L’andamento ha seguito quello nazionale: forte aumento dei casi nel 2020 (con picco nel secondo semestre), seguito da una progressiva diminuzione nel 2021, in concomitanza con la campagna vaccinale.
Un risultato particolarmente rilevante riguarda la distribuzione geografica: le strutture del Sud Italia, tra cui quelle campane, hanno avuto un rischio significativamente più basso di avere focolai rispetto a quelle del Nord. Inoltre, fattori come le difficoltà nell’isolamento dei residenti positivi e nel loro trasferimento in ospedale sono risultati fortemente associati a un maggiore rischio di diffusione del virus all’interno delle strutture.
"Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa importante ricerca scientifica – dichiara Roberto Pecoraro, responsabile della Struttura per Anziani San Michele - partecipare a uno studio nazionale pubblicato su una rivista internazionale rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto dalle case di riposo italiane durante la pandemia".
L’articolo è disponibile gratuitamente in modalità Open Access al seguente link: https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2026.1872101/full
Lo studio rappresenta ad oggi l’unica indagine nazionale pubblicata specificamente sulle RHOAD (Residenze per Anziani e Disabili) e fornisce indicazioni utili per migliorare l’organizzazione e la preparedness di queste strutture in vista di future emergenze sanitarie, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).